[VIDEO] BERGAMASCO, DALL’OLANDA AL GIAPPONE SEDICI ANNI DI BATTAGLIE AZZURRE

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IL FLANKER PADOVANO SABATO IN CAMPO PER LA CENTESIMA VOLTA CON L’ITALIA

“IL NUOVO ME? NON SERVE, TANTI GIOVANI DI QUALITA’. PUNTO ALLA RWC 2015”

Tokyo (Giappone) – A trentacinque anni, ha attraversato tre lustri della storia dell’Italrugby. Passando per momenti esaltanti e tristi, entusiasmanti e grigi, sempre pronto a dire la sua, a dare il 100% quando c’è di mezzo la maglia azzurra.

L’esordio a diciannove anni contro l’Olanda, nel 1998 e da allora una teoria di incontri, battaglie, mete, gioie e delusioni. Per arrivare sabato 21 giugno a Tokyo, al Prince Chichibu Memorial Stadium, dove indosserà la maglia dell’Italia per la centesima volta in carriera e si avvierà da solo verso il centro del campo prima del fischio finale.

Mauro Bergamasco, flanker padovano delle Zebre Rugby, non ha bisogno di troppe presentazioni.

Enfant-prodige del rugby italiano nell’era Cose prima ed in quella Johnstone poi, un rapporto controverso con John Kirwan tra il 2002 ed il 2005 per poi divenire punto fermo della gestione Berbizier e per buona parte di quella di Nick Mallett, entra sabato nella ristretta cerchia di centurioni del rugby internazionale.

Non è l’Azzurro più presente di tutti i tempi – davanti a lui Bortolami, Parisse, Castrogiovanni, Lo Cicero e Troncon – ma è quello più longevo, un primato strappato durante il 6 Nazioni 2014 a Sergio Lanfranchi.