Verso Irlanda-Italia, coach Brunel alle prese con il rebus terza linea

ph. Sebastiano Pessina

Il primo pensiero probabilmente è stata una cosa del tipo “anche lui è umano”. Scherzi a parte, l’infortunio di Alessandro Zanni, uno degli azzurri più presenti se non mai assente delle ultime stagioni di Italrugby, è una brutta tegola. Perché è uno di quei giocatori di cui ti accorgi non quando sono presenti ma quando mancano, un leader silenzioso che ama dare il suo contributo senza per forza dover rimanere sotto i riflettori, e che se gli dai il Man of the Match magari arrosisce pure. Contro la Scozia, dieci placcaggi, tre touche vinte e due calci a favore conquistati.

Ma quello di Zanni è solamente l’ultimo dei nomi delle nostre terze linee indisponibili. Costretti a dare forfait prima di lui Mauro Bergamasco e Minto, oltre a Favaro. Nemmeno Parisse e Derbyshire sono al meglio, anche se per questi ultimi si prevende il ritorno in campo per giovedì. Brunel è corso ai ripari chiamando dalle Zebre George Biagi, una seconda linea. Il nome a cui molti hanno subito pensato, e non a torto, è quello di Furno. Vero che il giocatore di Biarritz non è un flanker puro, ma considerando la sua adattabilità e soprattutto pensando a che fantastico torneo sta disputando, non ci sarebbe da stupirsi se lo staff azzurro decisse di schierarlo in terza linea. La chiamata di Biagi sarebbe quindi da interpretare come la necessità di allungare la coperta in seconda linea dopo lo slittamento di Furno. In seconda potremmo così vedere la coppia Gueldenhuys-Bortolami, a meno che Brunel non scelga di giocarsi la carta Pavanello, ancora non visto quest’anno in azzurro, ma la prima opzione sembrerebbe la più plausibile. E in terza chi potremmo vedere? Se Parisse dovesse esserci, il capitano dello Stade farebbe trio con Furno più uno tra Derbyshire (se presente), Barbieri o Vosawai, recuperato proprio per gli ultimi due match. Vero che questi ultimi tre sono più “terze” di Furno, ma nei tornei più brevi è importante cavalcare ancho lo status di ciascun giocatore; non solo, Furno garantisce anche una certa mobilità, che contro una squadra come questa Irlanda, che ama far viaggiare l’ovale senza troppo nasconderlo, può tornare certamente utile. Poi rimane l’opzione Parisse-Vosawai o Derbyshire-Barbieri, con Furno che partirebbe a seconda linea e in caso di necessità scivolerebbe indietro a partita in corso. Possibile, ma non è verso questa direzione che ci induce a pensare la chiamata di Biagi, e soprattutto Vosawai ha pochi minuti sulle gambe dopo il ritorno in campo. L’unica certezza è che davanti ci troviamo la terza linea forse migliore tra la sei viste fino ad oggi.

Di Roberto Avesani @robyavesani

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