Valsugana Rugby Padova: gli Under 12 superano le sfide del Survival Camp 2014

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È stata un’esperienza inusuale quella vissuta dai ragazzini Under 12 del Valsugana Rugby Padova, nel week end del 17-18 maggio. In 33 − compresa la loro amica-rivale Camilla del VeneziaMestre − hanno approfittato dell’assenza di impegni agonistici per avventurarsi nel primo Survival Camp della storia biancoazzurra. L’iniziativa è servita per rafforzare lo spirito di gruppo e fare squadra, costruendo nello stesso tempo un’ottima occasione per conoscere meglio se stessi e gli altri.
Il camp si è svolto nella splendida cornice dei colli asolani, in una zona ancora selvaggia, lontana da strade e case, nei pressi delle sorgenti del Torrente Muson. Qui gli Under 12 sono giunti nel pomeriggio di sabato e, divisi in quattro squadre, si sono cimentati in una serie di sfide, come l’allestimento del campo base (hanno dormito tutti in tenda), il torneo di palla-guerra, le gare di cucina. La prima giornata si è conclusa con una prova di espressività, che prevedeva la messa in scena un breve sketch comico davanti al falò del bivacco notturno.
Dopo una notte “movimentata”, domenica mattina si è tenuta la gara finale: un percorso accidentato di un paio di chilometri, con oltre 100 metri di dislivello, che ogni squadra ha dovuto affrontare trasportando cinque uova (senza romperle!), un saccone da placcaggio (giusto per ricordare la provenienza sportiva), una tanica da venti litri d’acqua e un copertone da camioncino.
Alla fine hanno vinto tutti, come ha sintetizzato uno degli allenatori scrivendo domenica sera un messaggio ai genitori: “Voglio dirvi, forse per voi a sorpresa, che i vostri figli sanno cucinare, preparare e spreparare, mangiano quello che trovano, hanno una bella fantasia creativa, sanno stare in compagnia, rispettano gli adulti, i compagni e le regole, sanno come e quando prendere i medicinali, sanno approntare un posto per dormire, sanno lottare per un obiettivo, sanno divertirsi e divertire, sono attori, registi, comparse, dj, sanno vivere anche senza apparecchi elettronici, sono complici, sono amici con la A maiuscola, sanno parlare e raccontarsi,sanno essere importanti e splendidi: ma soprattutto sanno essere felici sorridendo per lungo tempo».