Tiziano Pasquali pensa ai Tigers e non chiude la porta a nessuno

“Ho iniziato a giocare a rugby a 13 anni insieme a mio fratello Oscar. Sin dall’inizio mi sono innamorato di questo sport, da subito ho capito che la vita che desideravo era sui campi da gioco. La voglia di voler giocare a rugby ad alto livello, magari in campionati professsionistici, è cresciuta in me praticandolo e vedendolo in tv. Ogni anno sentivo più viva la necessità di confrontarmi con i livelli superiori”.
Inizia così la nostra chiacchierata con Tiziano Pasquali, il pilone italiano che gioca a Leicester e di cui si è parlato a lungo nelle ultime settimane per il suo “no” alla convocazione nella Nazionale Emergenti, la rappresentativa che per l’Italia lega un giocatore alla nostra nazionale (ovviamente assieme a quella maggiore). E tra poche settimane il giovane romano sarà eleggibile per quella inglese allenata da Stuart Lancaster…

“In questi sette anni di rugby – tre in Italia, uno in Scozia e tre in Inghilterra – quelli che mi hanno veramente trasformato sono gli ultimi quattro, dove ho fatto un gran salto di qualità a livello tecnico migliorando le mie prestazioni, coltivando le mie capacità e vivendo in un ambiente molto attivo e attento alla crescita dei giovani atleti. Ringrazio principalmente la mia famiglia – prosegue Pasquali – che standomi accanto mi ha sempre aiutato e supportato, e tre tecnici in particolare: Javier Palacios per il primo anno, Forwards Coach del Merchiston Castle School e già selezionatore delle Nazionali Giovanili in Argentina, che mi ha aiutato molto ad inserirmi nel mondo anglosassone, insegnandomi le tecniche argentine della mischia. Poi Neil McCarthey per i successivi due anni, Tigers Academy Director, un sergente di ferro molto esigente”.
E in merito al primo giorno nell’Academy dei Tigers il giovane giocatore ricorda: “McCarthey aveva programmato visite mediche, test fisici e poi rugby sul campo e solo al termine avrebbe dato il suo responso. Alla fine delle visite convoca me ed i miei genitori nel suo ufficio, eravamo titubanti ma subito lui ci conferma che entravo a far parte della Tigers Academy. Ricordo ancora i miei salti di gioia: entrare nella migliore Academy di rugby inglese e del mondo, un sogno che si realizzava”.

Dicevi che c’era un terzo tecnico che devi ringraziare
Richard Cockerill per il primo anno da professionista e chissà. Una persona che mi segue sin dall’inizio con l’Academy. La prima volta mi fece chiamare nel suo ufficio e, quando questo accade, spesso lui fa sermoni e i giocatori subiscono delle belle ripassate. Invece mi chiese: “sei pronto a questa nuova esperienza ad allenarti con la prima squadra?”

Raccontaci dei Tigers
Far parte di un club che ha vinto dieci titoli di Premiership e due Heineken Cup, considerato il miglior posto per la formazione e lo sviluppo di giovani atleti, giocare per i Tigers è solo un onore. Non a caso lo scorso anno nel Tour dei Lions vi hanno partecipato ben 7 giocatori dei Tigers, di cui 6 provenivano dall’Academy. Quest’anno la rosa è abbastanza ampia, avrò l’onore di allenarmi con grandi campioni da cui potrò attingere ed impare tutti i segreti dela prima linea, atleti come Dan Cole, Marcos Ayerza, Logovi Mulipola, Tom Youngs. Poi ci saranno anche Leonardo Ghiraldini e Michele Rizzo, atleti di grandissima esperienza. Questa opportunità sicuramente per me sarà un grande stimolo per migliorare e crescere sempre di più in un ruolo molto particolare e difficilecome quello del pilone.

La domanda che tutti aspettano: perché hai detto no alla nazionale Emergenti?
In questo ultimo periodo sia la nazionale italiana che quella inglese, per la quale sarò eleggibile alla fine di questo mese, hanno avuto un certo interesse nei miei confronti, questo mi riempie di orgoglio, di piacere e mi stimola ad impegnarmi ogni giorno sempre di più. Questa stagione sarà importantissima per il mio futuro da professionista…
Sono molto onorato di aver ricevuto la convocazione alla Nazionale Emergenti ma la mia rinuncia è stata dettata solo dal fatto che per quest’anno è mia intenzione puntare alla mia crescita con il club: sarà un anno fondamentale.

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