Test-match, Eccellenza, capitani e franchigie: parlano Brunel e Gavazzi

ph. Sebastiano Pessina

Si è tenuta a Milano la conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente FIR Alfredo Gavazzi e il ct Jacques Brunel che hanno presentato i test-match di giugno. Ma si è ovviamente parlato anche di altro, ecco alcuni stralci.
Jacques Brunel sul tour estivo: non sarà come il tour dello scorso anno in Sudafrica, ci saranno 9 assenti per infortunio e sono giocatori importanti. Ci saranno altri giocatori che finora sono stati poco o per nulla nel giro azzurro. E’ anche l’ultima occasione per trovare degli spazi in una squadra che a novembre sarà all’80 o al 90% quella che andrà ai Mondiali. Vincere due partite? Il nostro obiettivo è quello di vincerle tutte ma dobbiamo tener conto del Sei Nazioni, dell’anno che abbiamo passato e di tutti i problemi che abbiamo avuto. Il primo obiettivo è di migliorare il possesso e tutto quello che non ha funzionato. Poi ci sono i viaggi, i lunghi trasferimenti, il clima… sono tante le cose da tenere in considerazione.

Jacques Brunel sul capitano: c’erano tre giocatori che potevano ricoprire quel ruolo. Il capitano deve avere un’autorità riconosciuta e indiscussa, al Sei Nazioni non sono stato contento della leadership. Senza Sergio potevano esserlo Ghiraldini, Bortolami o Geldenhuys. Quintin ha fatto il capitano con le Zebre e mi è piaciuto molto. Se è una scelta provvisoria? Per questo tour il capitano è lui, poi vedremo.

Jacques Brunel sul gruppo: è una difficoltà che 15 giocatori della nazionale siano all’estero. Per la preparazione fisica, ma non solo. Comunque ci adatteremo.

Gavazzi sulle franchigie: La federazione in questi primi 4 mesi dell’anno ha fatto grandi passi avanti: dal primo luglio siamo soci paritari nel board celtico e poi è stata chiarita la situazione della seconda franchigia. La vicenda la conoscete tutti, con il comunicato del Benetton, l’ipotesi Dogi e poi il ritorno di Treviso che aveva una sorta di prelazione morale. Il presupposto della nuova stagione è buono e diverso da quelle precedenti con le franchigie che faranno crescere giovani interessanti per la nazionale. Oltretutto il vincolo con le federazioni celtiche è sempre più stretto e comune.

Jacques Brunel su rapporto con le franchigie: oggi non ho alcun contatto con Treviso, ad esempio. E’ un problema, non so chi arriverà e siamo a maggio. Questa incertezza non fa bene.

Gavazzi su Benetton Treviso: siamo in una fase di rodaggio, le cose devono trovare una sistema per funzionare al meglio. Spero che col nuovo management le cose cambino rispetto a quanto avvenuto finora

Gavazzi sulla terza coppa europea: parteciperanno in 12 squadre, le italiane saranno 4, le prime dell’Eccellenza

Jacques Brunel sul “problema apertura”: i nomi li conosciamo, Orquera ha fatto una bella stagione con le Zebre mentre Allan ha giocato poco a Perpignan e non so cosa farà in futuro. Iannone per me è più centro o ala che non apertura.

Gavazzi su apertura: io ho invitato Allan, sia lo scorso anno che a venire a giocare in Italia perché avrebbe minutaggio e possibilità di calciare.

Gavazzi sulla diaspora azzurra: la posizione del Benetton ha accelerato questa situazione. Se un giocatore è destinato all’estero è difficile fermarlo a meno che di non avere vantaggi fiscali o di un torneo ricco, ma non è il caso del Pro12. Certo che tanti che se ne vanno lasceranno spazio ai giovani.

Gavazzi su situazione di difficoltà società di Serie A ed Eccellenza: le situazioni sono diverse, a L’Aquila – ad esempio – c’è una situazione che si è incancrenita nel tempo anche per gli effetti del terremoto. Viadana e Prato hanno altre due situazioni ma non sono preoccupato, entrambe le vicende dovrebbero chiudersi positivamente entro inizio luglio. Quest’anno la FIR ha chiesto per la prima volta una fidejussione da 50mila euro a cui la federazione stessa ha aggiunto altri 50mila euro. E’ un primo passo, mene rendo conto, ma è un inizio.

La situazione del Paese poi non aiuta, sono convinto che con un torneo a 8 squadre le difficoltà dovrebbero diminuire. Per me il campionato a 10 squadre è equilibrato e ci dà la possibilità di fare altre cose. A noi servirebbero 40 centri di formazione U16, 10 accademie U18, due accademie U19 in Serie A e una U20 in Eccellenza. Questo perché i nostri giovani hanno poco minutaggio. Poi c’è un altro aspetto più generale: siamo troppo legati agli sponsor e poco al pubblico, dobbiamo migliorare questo aspetto perché se c’è più pubblico poi è più facile trovare sponsor.

Gavazzi sui tecnici italiani: ci sono 6 o 7 personalità importanti. La FIR negli scorsi anni è stata forse un po’ ferma e da quando sono presidente ho cercato di dare una mossa.Se avessi aspettato di formare gli allenatori prima delle Accademie avremmo dovuto aspettare troppo tempo, abbiamo quindi fatto una scelta diversa e nel frattempo abbiamo dato vita a nuovi corsi di formazione dei tecnici.
Brunel: la gestione da parte di un allenatore della nazionale o di un club è completamente diversa. I nostri allenatori dovrebbero avere la possibilità di fare esperienza all’estero, come nel caso di De Carli. Confrontarsi con realtà di alto o altissimo livello è fondamentale.

Jacques Brunel su Morisi e Minto: Luca si sta allenando, spero che a novembre sia pronto. Minto (prende la parola Gavazzi) stiamo vagliando la situazione assicurativa, dal profilo clinico è guarito al 100%.

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