Super Rugby: Singapore o Giappone? La Sanzar rischia di spaccarsi

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L’Australia tifa per i nipponici, il Sud Africa Singapore. E la Nuova Zelanda, per ora, tace. La scelta del 18° team del Super Rugby rischia di spaccare l’Emisfero Sud.

L’ufficialità l’abbiamo data un paio di giorni fa: dal 2016 un club di Singapore o del Giappone entrerà nel Super Rugby, il torneo che coinvolge franchigie di Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. Tra due anni ci sarà anche un team argentino, un sesto team sudafricano e, appunto, uno asiatico. Ma la scelta tra Giappone e Singapore sta già creando polemiche.

Schierati con i nipponici ci sono gli australiani, che conoscono bene il Giappone visto che, attualmente, è allenato da Eddie Jones. E Jones aveva definito “idiota” la scelta di Singapore. Per l’Australia il Giappone offre maggiori garanzie sportive e organizzative, essendo il rugby diffuso da tempo, ha infrastrutture, un torneo già di livello e nel 2019 ospiterà i Mondiali.

Di contro, il Sud Africa punta su Singapore molto banalmente perché dista 11 ore di volo, mentre per andare il Giappone i club sudafricani dovrebbero affrontare un viaggio di 22 ore. Ma, al di là di questo, Singapore ha un peso commerciale ed economico più pesante rispetto al Giappone. Soprattutto perché la futura franchigia che si chiamerebbe Asia Pacific Dragons, sarebbe di proprietà del milionario Eric Series, che ha interessi importanti in metà mondo.

E in questa metà rientra la Nuova Zelanda, con Series che sponsorizza il rugby tuttonero attraverso lo sponsor Sealegs. E proprio questo particolare potrebbe spingere la NZRU ad appoggiare il Sud Africa, ma se l’Australia dovesse insistere allora tutto potrebbe succedere. Nel bene, ma anche nel male.

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Super Rugby: Singapore o Giappone? La Sanzar rischia di spaccarsi é stato pubblicato su rugby1823.it alle 08:00 di venerdì 18 luglio 2014.