Sport & Omosessualità: Ian Thorpe, Jay Clayton e il perché i campioni fanno coming out a fine carriera

ian thorpe

L’ultimo a far parlare di sé è stato il campione di nuoto Ian Thorpe. Ma perché gli sportivi si dichiarano gay solo a fine carriera? Dalla Nuova Zelanda una storia che spiega tanto…

Nel rugby il più famoso è Gareth Thomas, il campione gallese che a fine carriera ha fatto coming out, annunciando al mondo la propria omosessualità. Ha fatto così notizia che Mickey Rourke ne sta facendo un film. L’ultimo è stato Ian Thorpe, lo squalo australiano del nuoto, la cui sessualità è rimasta nascosta in tutti gli anni della sua vincente carriera.

Rendere pubblica la propria sessualità è una moda, o no? Personalmente non mi entusiasmo e non mi interessa sapere quali siano i gusti degli sportivi, e la pubblicità che circonda i loro coming out mi appare fuori luogo, con tanti articoli che sanno di gossip e di spioni. Ma, detto ciò, il rapporto tra sport e omosessualità è – effettivamente – un rapporto difficile. E l’omofobia è spesso in agguato.

Dalla Nuova Zelanda arriva una storia che spiega come mai spesso i campioni fanno coming out, ma lo fanno solo quando la loro carriera è terminata, o quasi. E’ la storia di Jay Clayton, giovane promessa del rugby che a 18 anni giocava in un club di Christchurch. La sua storia è stata raccontata al termine di un’ampia ricerca effettuata in Nuova Zelanda sui rapporti dentro e fuori il campo.

Clayton nel 2007 affronta amici e parenti e si dichiara gay. Non lo fa, però, con i suoi compagni di squadra. I quali, però, vengono a saperlo e da quel giorno il giovane Jay si accorge degli sguardi, sorrisi e battute alle sue spalle durante gli allenamenti. Ma non basta. Una sera l’allenatore lo chiama nel suo ufficio.

“Il mio allenatore mi disse che la squadra si era riunita e aveva votato, dichiarando di non trovarsi a proprio agio ad avermi in squadra. Non volevano che tornassi ad allenarmi”.

Per Clayton l’omofobia nel rugby e nello sport non è, però, un caso isolato. Nel 2008 il ragazzo si è trasferito in Australia, giocando sia per un club di Sydney sia per uno Perth, ed entrambe le volte ha preferito nascondere la propria sessualità ai compagni. Secondo la ricerca neozelandese, infatti, l’85% degli sportivi omosessuali ha vissuto, o visto, atteggiamenti omofobi da compagni, avversari o dirigenti. Nella maggior parte dei casi, in verità, hanno descritto un intercalare volgare – riferito ai gay – rivolto a chiunque, non per forza a omosessuali. Ma in parte, invece, si trattava di vere e proprie aggressioni verbali e fisiche.

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Sport & Omosessualità: Ian Thorpe, Jay Clayton e il perché i campioni fanno coming out a fine carriera é stato pubblicato su rugby1823.it alle 09:30 di mercoledì 16 luglio 2014.