Sei Nazioni, prepariamoci alla terza trasferta della stagione: Dublino

Quello dell’8 marzo promette di essere un match interessantissimo, al di là del risultato finale, sicuramente gli Azzurri ce la metteranno tutta per cancellare il brutto ricordo della sconfitta in casa con la Scozia. Inoltre, con ogni probabilità, sarà l’ultima occasione per vedere Biran O’Driscoll indossare la maglia della nazionale irlandese in una partita in casa. Per chi quel giorno si siederà sugli spalti dell’Aviva Stadium ecco qualche suggerimento per godersi Dublino nel pre e nel post partita.

Dublino è capace di offrire di tutto: storia, cultura, divertimento. Nominata Città della Letteratura dall’UNESCO (ha dato i natali a scrittori del calibro di Samuel Beckett, James Joyce, George Bernard Show, Jonathan Swift, William Butler Yeats e Oscar Wilde) ed eletta città più “friendly” d’Europa, la capitale irlandese non si fa mancare proprio nulla: un centro vivace, parchi e giardini, panorami bellissimi sul mare, boutique griffate. Preparatevi a visitarla a piedi, è a misura d’uomo. Orientarsi non è difficile. I confini sono delimitati a est dal mare, a nord dalle brulle colline di Howth e a sud dal promontorio di Dalkey. Il fiume Liffey la divide a metà: il Northside, dove intorno alle grandi strade commerciali di Talbot Street ed Henry Street, l’aria è più popolare. E il Southside, dove i resti della città medievale, le dimore georgiane e il Trinity College si fondono nella vita di tutti i giorni con i negozi di lusso di Grafton Street. A sud del fiume, oltre O’Connell Bridge, punto di congiunzione della città, si trovano Temple Bar, il vivace quartiere dei pub e dei ristoranti e il Trinity College. Quest’ultimo è costeggiato da Nassau Street (dove inizia l’Ulisse, il capolavoro di Joyce) che a un’estremità incrocia la pedonale Grafton Street e all’altra Merrion Square che ospita splendidi edifici in stile georgiano, dove ha sede anche il parlamento irlandese e dove visse Oscar Wilde. A sud di Grafton Street c’è invece St. Stephen’s Green, parco pubblico dove si affacciano anche gli uffici della ERC (European Rugby Cup). A nord del fiume il punto di riferimento della città diventa, alla fine di O’Connell Street, Parnell Square. Pochi passi a ovest di Temple Bar sorge il quartiere dei Liberties. Nell’area si trovano la Christ Church Cathedral e la Saint Patrick’s Cathedral, edificata nel 1255 nel luogo dove San Patrizio (il patrono celebrato il 17 marzo) si sarebbe convertito al cattolicesimo. Tra le due chiese sorge il Dublin’s Castle. Ulteriormente a ovest, circa a metà strada tra Temple Bar e la stazione ferroviaria di Heuston, si incontra il famosissimo museo Guinness Storehouse. Sul suo tetto c’è il Gravity Bar (il più elevato Bar d’Irlanda) da dove, sorseggiando la stout più famosa del mondo o un tè, si può ammirare il panorama di tutta Dublino. L’Aviva Stadium si trova nel cuore del quartiere di Ballsbridge, al di là del Grand Canal, mezz’ora a piedi dal centro e a venti minuti in macchina dall’aeroporto.

Molti di voi avranno già in tasca il biglietto aereo, ma per i ritardatari e per il futuro è bene sapere che Dublino è ben servita dall’Italia da diverse compagnie low cost e di bandiera. Attenzione però, nonostante la ricca offerta, se non optate per una soluzione con scalo (che spesso obbliga a lunghe soste), i voli non sono esattamente economici. L’aeroporto dista solo 10 Km dalla città; l’autobus diretto Aerlink Express lo collega, 24 ore su 24, con l’autostazione di Busáras e la sede della Dublin Bus in O’Connell Street e le stazioni ferroviarie di Heuston e Connolly, con tratte di circa 30-40 minuti. C’è anche un’autolinea privata, l’Aircoach che congiunge l’aeroporto con 15 zone della città. Rispetto ai bus navetta per l’aeroporto, le normali linee 41, 41A e 41C, sono certamente più scomode, ma decisamente più economiche (le corse terminano vicino a O’Connell Street).
Per muoversi in città, la Dublin Bus offre diversi servizi. Railink, un servizio espresso che collega il centro alle principali stazioni ferroviarie; Nitelink, un autobus espresso notturno che nei fine settimana collega il centro della città a tutte le zone periferiche. Efficiente il servizio di treni elettrici noto come DART (Dublin Area Rapid Transit) che serve 27 stazioni fra Malahide, nella Contea di Dublino, e Greystones, nella Contea di Wicklow, con fermate nel centro di Dublino: Connolly, Tara Street, Pearse e Lansdowne Road (la fermata dell’Aviva Stadium).

I numerosi ristoranti della città sono solo un’altra dimostrazione di come Dublino sia cresciuta negli anni. Mangiare a mezzogiorno non è caro, molti locali hanno tariffe speciali, così come per gli early bird (le cene prima delle 19). Per il pernottamento, le possibilità nella capitale irlandese sono davvero infinite e a portata di ogni portafoglio.
Come diceva James Joyce: “Sarebbe davvero insolito se qualcuno venendo a Dublino, non finisse prima o poi in un pub”. Eccone una piccola selezione. Nei quartieri di Ballsbridge e Donnybrook i locali sono rigorosamente rugby oriented.

Beggars Bush (115 Haddington Rd – Ballsbridge – Dublin 4 – Tel 01 6682650). Nel 2013 ha festeggiato i suoi primi 100 anni. Si trova a poca distanza dall’Aviva Stadium, in una graziosa strada dagli edifici in stile georgiano, è uno dei posti ideali per una sosta pre e post partita, non mancano nemmeno gli schermi tv.

Crowes (10 Merrion Rd – Ballsbridge – Dublin 4 – Tel 01 6680955). La sala superiore è raccolta, ma al piano di sotto c’è un televisore a ogni angolo. Un vero rugby pub, frequentatissimo quando si giocano i grandi match.

Doheny and Nesbitt (5 Baggot St Lower – Dublin 2 – 01 6762945). Fondato nel 1850, è oggi uno dei pub più noti della città. Proprio dietro un edificio del governo, il locale è frequentato da politici, funzionari, economisti, giornalisti e sportivi. Le sale interne sono spaziose e il locale è dotato di tanti schermi.

Kielys of Donnybrook (22-24 Donnybrook Rd – Dublin 4 – Tel 01 2830209). Sull’homepage del sito appare Brian O’Driscoll che innalza il trofeo del Sei Nazioni vinto nel 2009 facendo Grande Slam. Questo la dice lunga. Qui si ritrovano i tifosi del Leinster anche quando gioca la Nazionale.

Oarsman (12 Bridge St – Ringsend – Dublin 4 – Tel 01 6689360). Un grande schermo su cui si guardano calcio, sport gaelici e, naturalmente, tanto rugby. È uno dei “covi” dei tifosi del Munster quando calano a Dublino. Ma nessun timore: qui sono tutti benvenuti.

O’Donoghues (15 Merrion Row – Dublin 2 – Tel 01 6607194). È uno dei pub più antichi di Dublino. Musica tradizionale dal vivo sette giorni su sette. Nei giorni del Sei Nazioni è uno dei luoghi di ritrovo post partita per eccellenza. C’è un grosso spazio all’aperto dove consumare un’ottima pinta.

Paddy Cullens (14 Merrion Rd – Ballsbridge – Dublin 4 – Tel 01 6684492). Un’atmosfera magica pervade questo storico pub sulle cui pareti campeggiano cimeli sportivi e vecchie foto di memorabili match disputati nel vecchio Lansdowne Road e al Croke Park. Il locale deve le sue fortune principalmente alla frequentazione di appassionati di sport gaelici, ma durante il Sei Nazioni comanda il rugby. Grandi schermi e buona cucina.

Paddy Flahertys (51 Haddington Rd – Dublin 4 – Tel 016608038). Il “51”, questo è il suo soprannome, è un luogo leggendario per tutti i tifosi irlandesi. Il locale è molto grande, con pavimenti in legno e soffitti bassi. La specialità della casa è lo stufato e nelle giornate delle partite serve un abbondante brunch. Ma attenzione, in occasione dei grandi match è affollatissimo.

Rumms D4 (2 Shelbourne Rd – Ballsbridge – Dublin 4 – Tel 01 6676422). In una posizione è veramente tattica per raggiungere lo stadio in cinque minuti. Citato dalla newsletter dei tifosi del Munster come pub in cui il capitano Paul O’Connell fece una clamorosa improvvisata per chiedere scusa ai tanti tifosi della Red Army dopo il duro 0-30 con il Leinster del 2009. Mito o realtà? A Limerick giurano sulla veridicità del fatto.

Sinnotts (South King Street – Dublin 2 – Tel 01 4784698). Dal rugby al football americano. Non manca nulla sui 7 schermi di questo pub che si è fatto un nome a Dublino per due motivi. Lo sport, praticamente ogni sport, trasmesso in diretta. E la cucina a mezzogiorno. Imperdibile. E a due passi dal centro città.

The Horseshow House (34 Merrion Rd – Ballsbridge – Dublin 4 – Tel 01 6689424). È il pub più grande di Ballsbridge. Situato proprio di fronte alla Royal Dublin Society Arena e a pochi minuti dall’Aviva Stadium è la casa del Leinster. Potrete guardare le partite mangiando un piatto tipico.

The Old Stand (37 Exchequer St – Dublin 2 – Tel 01 6777220). Già dal nome s’intuisce la vocazione di questo storico pub ritrovo di appassionati e giocatori dei club locali. Serve una ricca selezione di birre irlandesi e offre un buon menu.

E ora, qualche nota storica rigorosamente ovale. Nel 1874 in Irlanda si muovono due federazioni. L’Irish Football Union esercita la sua giurisdizione sui club presenti nelle province del Leinster, del Munster e in alcune squadre dell’Ulster, mentre la Northern Football Union of Ireland controlla l’attività dei club presenti nell’area di Belfast. Nel febbraio del 1875 l’Irlanda gioca il suo primo incontro internazionale e lo fa contro l’Inghilterra schierando 20 giocatori, secondo le regole dell’epoca: dodici del Leinster e otto dell’Ulster. Due anni più tardi si gioca il primo match con quindici elementi per parte e nel 1879 viene convocato, per la prima volta, un giocatore del Munster. Nello stesso anno le due federazioni si fondono e nasce l’attuale Irish Rugby Football Union.
Nella sua storia, la nazionale irlandese ha vinto 11 volte il Sei Nazioni (nelle sue varie forme e definizioni), conquistando 2 Grand Slam, 10 Triplici Corone e 36 Cucchiai di Legno.

L’Aviva Stadium è un impianto ipermoderno, funzionale e, comunque, emozionante. La storia della nuova casa della Nazionale irlandese di rugby parte, però, da molto lontano. Per la precisione, dal 1872, quando venne inaugurato il Lansdowne Road che fino al maggio 2007 (data della sua demolizione) è stato, per il rugby, l’impianto sportivo più antico del mondo. La sua capienza, quando venivano aperte le terraces (le curve), dove il pubblico si assiepava rigorosamente in piedi, arrivava anche a 49.000 posti. Con il passare del tempo, le vecchie tribune in legno divennero inadeguate ai moderni standard. Nacque così l’idea di realizzare un nuovo stadio. Ma per farlo bisognava vincere la storica ritrosia della Gaelic Athletic Association nel concedere il Croke Park per il periodo necessario ai lavori. L’immenso stadio cittadino (82.300 posti a sedere) dedicato alle discipline gaeliche era stato interdetto, da statuto, al rugby e al calcio a causa dei drammatici eventi del 12 novembre 1920. Superato lo scoglio politico il rugby irlandese ha traslocato a Croke Park per quattro stagioni. L’Aviva Stadium, che sorge appunto dove si ergeva il Lansdowne Road, ha una capienza di 51.700 spettatori divisi in tre anelli. Costato 410 milioni di euro, la sua realizzazione ha impiegato ben 6.000 persone per un totale di quattro milioni di ore. I lavori di costruzione sono iniziati nel gennaio del 2009 e l’apertura ufficiale è avvenuta nel maggio del 2010.

Il modo più facile e veloce per raggiungere l’Aviva Stadium è in treno. Basta salire sui convogli in partenza da Pearse Station, Tara St Station o Connolly Station per scendere alla Lansdowne Road Station percorrendo una linea che passa sotto la tribuna ovest dello stadio. Con il bus si possono prendere le linee 7, 8, 45 e 84 che partono tutte dal centro della città. In macchina da Nassau Street (vicino al Trinity College) proseguite per Merrion Square e Lower Mount Street. Una volta attraversato il canale, percorrete Northumberland Road fino al secondo semaforo, per poi girare a sinistra in Lansdowne Road. All’incrocio successivo vi troverete lo stadio sulla sinistra.
Buon rugby a tutti!

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