Sei Nazioni: Inghilterra più forte, Italia abulica. Finisce 11-52

ph. Sebastiano Pessina

Primi minuti in cui le squadre si studiano e occupano la fascia mediana del campo. Azzurri che mantengono il possesso della palla e reggono molto bene l’impatto fisico. Al 5′ punizione per l’Italia con Orquera che non sbaglia e che segna i primi tre punti della partita.
Immediata reazione inglese con il XV in maglia bianca che si porta nei 22 metri avversari, ne segue un’azione caotica che porta a un fallo che Farrell non sbaglia: 3 a 3. Un minuto dopo bella penetrazione inglese lungo l’out destro che porta alla prima meta marcata da un Brown che è sembrato subito tra i più intraprendenti dei suoi.
Al 15′ gli azzurri si avvicinano per la prima volta all’area di meta degli inglesi, ma un brutto passaggio di McLean vanifica tutto. Al 18′ bella azione italiana che con il duo Campagnaro-Sarto si avvicina alla linea di meta ma l’ala si incaponisce nell’azione personale e l’occasione sfuma (e ci pare di vedere anche un placcaggio alto ai danni del nostro numero 11). Al 22′ nuova punizione tra i pali calciata da Orquera da posizione niente affatto facile e risultato che va sul 6-10.
Buco della difesa azzurra che al 24′ manca un placcaggio su Burrell spalancandogli delle autentiche praterie, bravissimo Sarto a fermarlo. Inghilterra bravissima a ribaltare l’azione appena possibile e di una fisicità a tratti straripante. Inevitabile che arrivi anche la seconda marcatura con Farrell al 32′ al termine di una lunghissima azione multifase: lo stesso Farrell realizza e il tabellone dice 6-17.
Inglesi che prendono il sopravvento e al 38′ vanno ancora in meta con Brown al termine di un ottimo spunto personale, Farrell continua a non sbagliare e si va sul 6-24 con cui si chiude il primo tempo.

La seconda frazione si apre sulla falsariga del primo. Al 42′ Campagnaro buca la difesa inglese ma l’azione si perde sulla fascia. L’Inghilterra spinge ma non riesce a sfondare, gli azzurri da parte loro hanno pochissimo possesso e fanno una fatica del diavolo a mettere il naso nella metà campo avversaria. Al 47′ Brunel cambia la coppia di pilone ed entrano Rizzo e de Marchi. Tre minuti più tardi, quando ormai si gioca in un fazzoletto di terra nei 22 metri azzurri, Bortolami si prende un cartellino giallo. Gli inglesi non si fanno pregare e al 5′ arriva la meta di Nowell.
L’Italia prova a reagire, alza il baricentro, prova a impostare qualche azione ma al 61′ arriva la nuova marcatura inglese con Vunipola, Farrell realizza e si va sul 6-38.
Partita che non ha più storia, con gli inglesi padroni e che vanno alla ricerca continua di punti per potersi mettere in condizione di vincere il torneo, Italia a tratti abulica e demotivata, ferita nell’orgoglio ma incapace di reagire. Al 67′ c’è la meta di Manu Tuilagi. Un minuto dopo c’è la meta di Sarto, uno dei pochi azzurri a farsi notare oggi, che realizza dopo un intercetto. Allan, subentrato a Orquera, non centra i pali: 11-45. Al minuto 81 c’è la meta di May, Farrel segna e la gara finisce 11-52. Per l’Italia cucchiaio di legno e whitewash.

Italia: 15 Luke McLean, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Gonzalo Garcia, 11 Leonardo Sarto, 10 Luciano Orquera, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Joshua Furno, 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Matias Aguero.
Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Michele Rizzo, 18 Alberto de Marchi, 19 George Fabio Biagi, 20 Paul Derbyshire, 21 Edoardo Gori, 22 Tommaso Allan. 23 Andrea Masi.

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jack Nowell, 13 Luther Burrell, 12 Billy Twelvetrees, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell, 9 Danny Care, 8 Ben Morgan, 7 Chris Robshaw (c), 6 Tom Wood, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 David Wilson, 2 Dylan Hartley, 1 Joe Marler
Riserve: 16 Tom Youngs, 17 Mako Vunipola, 18 Henry Thomas, 19 David Attwood, 20 Tom Johnson, 21 Lee Dickson, 22 George Ford, 23 Manu Tuilagi

Marcatori per l’Italia
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Orquera (5, 22)

Marcatori per l’Inghilterra
Mete: Brown (13, 38), Farrell (32), Nowell (52), Vunipola (61), Tuilagi (68), May (81)
Conversioni: Farrell (14, 33, 39, 53, 62, 69, 81)
Punizioni: Farrell (11)

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