Rugby & Regole: l’Irb non cambierà idea sull’eleggibilità degli stranieri

irb equiparati

Le isole pacifiche chiedevano un giro di vite sulla possibilità di schierare giocatori residenti in una nazione per tre anni, ma il governo mondiale ha detto no.

Non diverranno più ferree le regole per l’eleggibilità dei cosiddetti equiparati, cioè i giocatori stranieri che possono vestire la maglia di una nazionale dopo un periodo di residenza di tre anni in quel Paese. A dirlo, deludendo sicuramente le aspettative di Fiji, Samoa e Tonga in primis, è stato Brett Gosper, ceo dell’International Rugby Board.

“Queste non sono questioni cui possiamo realmente mettere mano, ci sono forze di mercato in entrambi gli Emisferi e i giocatori devono avere la possibilità di fare le loro scelte quando si trovano davanti a esse. Ovviamente non voglio vedere concentrazioni di giocatori solo in uno o due mercati, perché vogliamo ampliare il gioco. Per questo ci piace provare a bilanciare le cose, ma c’è poco che possiamo fare come Irb”.

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La questione è sempre più spinosa con la crescita del professionismo e, alla fine, a scontrarsi è il valore del patriottismo e del senso d’appartenenza da un lato e una carriera professionale più ricca dall’altro. Due opposti che, come sottolinea Gosper, riguardano più le scelte individuali che le regole da imporre dall’alto.

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Rugby & Regole: l’Irb non cambierà idea sull’eleggibilità degli stranieri é stato pubblicato su rugby1823.it alle 09:00 di mercoledì 07 maggio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.