Rugby in televisione: un bilancio e cosa succederà nei prossimi mesi

ph. Sebastiano Pessina

La stagione sta terminando e si iniziano a tirare i primi bilanci. Tra i tanti che vanno fatti c’è quello televisivo e al di là dei numeri – che pure non sono entusiasmanti – il giudizio nel complesso non può essere positivo, almeno per quello che riguarda il mercato italiano e le sue opzioni.
Veniamo infatti da una stagione in cui l’Eccellenza ha trovato delle telecamere, diciamo così, solo un paio di giorni prima del fischio d’inizio del torneo (e i primi due turni sono stati giocati “al buio”). Discorso non molto diverso per i test-match di novembre, trasmessi da Sky sul filo di lana.
La tv satellitare ha poi fatto il suo quest’anno, sostituendo la Premiership con il Top 14 e trasmettendo quello che qualitativamente è il miglior rugby dell’emisfero Nord, quello dell’Heineken Cup, e dell’emisfero Sud, il Super Rugby. C’è poi il Pro12, sbarcato tra molte attese di tifosi e addetti ai lavori sul gruppo Mediaset, da sempre lontana dalla palla ovale (a meno che non si parli di football americano) ma le speranze si sono presto allineate ai risultati sportivi di Benetton Treviso e Zebre, certo non entusiasmanti…
La nota lieta arriva da DMax e dal Sei Nazioni: la tv del gruppo Discovery, al debutto assoluto nella trasmissione in diretta di una competizione sportiva (e che razza di competizione…), ha fornito un prodotto qualitativo di gran livello raccogliendo ottimi numeri. E se fosse stata aiutata dalle prestazioni degli azzurri probabilmente il dato quantitativo sarebbe anche migliore.
Un panorama non entusiasmante, dicevamo, nel complesso. Ed è un problema perché la presenza televisiva è fondamentale per la crescita del movimento, sia i termini numerici di appassionati che economici: nulla attira sponsor come la tv.

Proviamo a metterci nei panni di chi in federazione deve decidere e muoversi nel mercato dei diritti tv: Sky offre un prodotto di alta qualità ma è frenata dal fatto di essere una tv a pagamento. La sua capacità di penetrazione è inevitabilmente più bassa rispetto alle tv in chiaro e paga più di altre la lunghissima crisi economica che costringe da troppi anni ormai le famiglie a risparmiare.
RaiSport da qualche anno a questa parte non sembra essere interessata più di tanto al rugby. Trasmette l’Eccellenza e le partite del Sei Nazioni U20, ma risponde a logiche che un tempo avremmo definito “ministeriali” con palinsesti a volte discutibili. Ma la Rai con la sua natura di tv pubblica ha il compito di accontentare un po’ tutte le federazioni sportive. Ripartire da qui? Diciamo che è complicato. O almeno così sembrerebbe.
La7 è stata a lungo la tv in chiaro del rugby ma Urbano Cairo, editore da poco più di un anno, ha fatto capire sin da subito che lo sport non è certo il suo primo pensiero e men che meno il rugby.

Mediaset è stata con DMAX uno dei due nomi a sorpresa della scorsa stagione. Come abbiamo detto non è mai stata interessata al rugby e l’acquisizione dei diritti tv del Pro12 aveva fatto sperare in una inversione di rotta duratura. Dati d’ascolto ufficiali non sono mai stati diffusi ma quelli circolati non sono mai stati entusiasmanti. Anzi. Italia 2 non è stata aiutata dai risultati del campo delle squadre italiane e paga anche il cambio di posizionamento sul telecomando a metà stagione e una sua natura ancora troppi ibrida: un critico tv potrebbe dire che non si capisce che tipo di canale vuole essere, quale identità darsi. Mediaset comunque il grosso investimento l’ha fatto ora con l’acquisizione dei diritti tv della Champions League di calcio, le indiscrezioni che circolano da mesi parlano di un disimpegno sul fronte rugbistico e molto probabilmente il gruppo del biscione sparirà dai nostri radar ovali con la fine della stagione in corso. Una diversa conclusione oggi sarebbe una sorpresa.
Infine c’è DMAX, che però ha sempre fatto sapere tramite la sua dirigenza di non aver nessuna intenzione di diventare una tv sportiva: non vedremo perciò mai un campionato che copre una intera stagione (Eccellenza, Pro12 o altro). Potrebbero invece aprirsi spazi per i test-match…

Infine le previsioni. Di seguito i prossimi appuntamenti ovali. Con quello che potrebbe succedere

TEST-MATCH DI GIUGNO:
L’Italia giocherà nell’Oceano Pacifico ad orari che ingolosiscono poco i gruppi televisivi. Non ci stupiremmo se non venissero trasmessi. Ci piacerebbe essere smentiti. Su Sky invece potremo probabilmente assistere ad alcuni dei principali impegni delle altre nazionali (le serie di All Blacks e Australia rispettivamente contro Inghilterra e Francia, ad esempio). Speriamo.

RUGBY CHAMPIONSHIP
Nessun annuncio ufficiale, ma Sky dovrebbe trasmetterlo ancora nella sua interezza.

PRO12 2014/2015
Al momento è buio totale. Come abbiamo detto tutto lascia intendere che Mediaset lasci il testimone e se dovesse rimanere – il che sarebbe una mezza sorpresa – di certo non riempirà le casse della federazione…

ECCELLENZA
Speriamo nel mantenimento dell’opzione RaiSport. Oggi il campionato italiano ha poco appeal televisivo, inutile nascondersi.

EUROPEAN RUGBY CHAMPIONSHIP CUP
E’ appena nata, diamo un po’ di tempo al nuovo board di organizzarsi, ma anche al di qua delle Alpi non si aspetti troppo…

TEST-MATCH DI NOVEMBRE
L’augurio che ci facciamo è che non si ripeta la telenovela poco divertente dello scorso ottobre. L’ideale – per il movimento – sarebbe di poter vedere in chiaro gli impegni della nazionale azzurra (La7? DMAX?). Potrebbe entrare in gioco anche Sky, che con ogni probabilità trasmetterà anche alcuni degli altri incontri in programma.

SEI NAZIONI 2015
Qui tutto chiarissimo e già deciso. Sarà ancora Dmax fino al 2018.

RWC 2015
I Mondiali sono il grande evento del prossimo anno. Qui i concorrenti per il mercato italiano non possono che essere due: uno è Sky, l’altro DMAX. Ma bisognerà vedere se il canale Discovery se la sentirà di affrontare un evento del genere tenendo presente che quel gruppo non ha mai fatto nulla del genere. Di sicuro una bella sfida, ma estremamente impegnativa. A oggi scommetteremmo un euro su Sky. A oggi.

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