Rugby for dummies: tutto, ma proprio tutto, sulle nuove Coppe Europee

ph. Paul Harding/Action Images

Come si chiama la nuova Heineken Cup?
The European Rugby Champions Cup

Come si chiama la nuova Amlin Challenge Cup?
European Rugby Challenge Cup

E’ vero che ci sarà una terza competizione?
Sì, la Qualifying Competition

Le coppe prenderanno il nome da uno sponsor?
No, i nomi rimarranno questi, un po’ come avviene nelle coppe europee del calcio

Chi prenderà parte alla European Rugby Champions Cup?
20 squadre, al posto delle 24 attuali. Saranno le prime 6 classificate nel campionato francese (Top 14), le prime sei del campionato inglese (Premiership) e le prime 7 del campionato celtico (Pro12).
Attenzione, per quest’ultimo è però garantita la rappresentanza nazionale con almeno una squadra per tutte e e quattro le federazioni coinvolte (Galles, Irlanda, Scozia e Italia). Questo significa che ad andare in Champions Cup saranno le prime 7 classificate SOLO se tutte e quattro le Unions saranno rappresentate in quel gruppetto. Altrimenti può capitare che se la prima italiana o scozzese sia 11a prenda il posto nel nuovo torneo della squadra giunta 7a, che magari è la terza irlandese o la seconda gallese… Chiaro? Dai, che è facile.

Ma due italiane possono andare in Championship Cup?
Sì, se arrivano nelle prime sette e se in questo gruppetto – come scritto poco fa – sono rappresentate con una squadra tutte le quattro federazioni. Altrimenti la nostra seconda squadra va in Challenge Cup.

Ok, capito tutto. Ma 6+6+7 fa 19 squadre. E la ventesima?
Salterà fuori da un play-off. L’anno prossimo, stagione 2014-2015, il posto numero 20 sarà riservato solo alle settime qualificate del Top 14 e della Premiership. Francesi e inglesi insomma, che si giocheranno il posto in una sfida (non si è ancora deciso se singola o su andata/ritorno) questo maggio.
Dalla prossima stagione la formula play-off si allarga anche al Pro12.

Chi prenderà parte a questo mini-torneo?
La 7a classificata di Top14, la 7a classificata di Premiership e l’8a e la 9a classificata del PRO12. Ma sul torneo celtico va detto che la formula più precisa è “le due meglio classificate che non siano già qualificate automaticamente”.
Aspettate, che non è finita: la vincente della European Rugby Challenge Cup NON si qualifica automaticamente per il torneo più importante, ma avrà un posto in questi play-off, sempre che il suo piazzamento nel campionato di riferimento non garantisca un posto nella Championship Cup. Sembra difficile, ma non lo è…

Come si incrociano le squadre in questi play-off?
La 7a di Top 14 giocherà contro l’8a o la 9a classificata di Pro12, la 7a di Premiership contro l’8a o la 9a di Pro12. Le gare si giocheranno in casa delle squadre di Top14 e Premiership. Poi sfida tra le due vincenti del turno precedente. Verrà sorteggiata la squadra che giocherà in casa.

Passiamo alla European Rugby Challenge Cup, la seconda competizione europea, chi vi prenderà parte?
Facile, praticamente tutte le altre… In tutto anche qui 20 squadre: 18 che provengono da Top 14, Premiership e Pro 12 e due che arrivano dalla Qualifying.

Ecco, parliamo di questa. Che roba è?
Un torneo di qualificazione organizzato dalla FIRA-AER e vedrà impegnate tra 8 e 12 squadre dalle Federazioni Tier 2 e i club italiani. Quali siano esattamente queste federazioni o quante saranno le squadre italiane coinvolte ancora non è chiaro. Dettagli sono attesi nelle prossime settimane.

Possono eventualmente prendere parte anche delle selezioni e non delle vere e proprie squadre?
Anche qui, tutto da capire.

Formato e calendario delle tre competizioni?
Championship e Challenge avranno 5 gironi da 4 squadre ognuno, gare di andata e ritorno. Vanno ai quarti di finale (gara secca, al pari di semifinali e finale) le 5 prime classificate e le 3 migliori seconde. Calendari: la prima fase si chiuderà entro la fine di gennaio, finale al più tardi nel primo fine settimana di maggio.

E la terza competizione, quella “di qualificazione”?
Si svolgerà a settembre, ma anche qui tutto da definire.

Che fine fa l’ERC?

Sparisce. Al suo posto una nuova associazione che si chiamerà European Professional Club Rugby (EPCR) che farà in tutto e per tutto quello che fino ad oggi ha fatto l’ERC. Cambia anche la sede: si va in Svizzera, pare a Lucerna. Nel board le federazioni e i rappresentanti di LNR, Premiership e regions gallesi. I club avranno più potere decisionale.

Finiamo con i soldi: quanti saranno? Come verranno distribuiti?
Impossibile quantificarli oggi ma di due cose sono tutti sicuri: saranno tanti e cresceranno in maniera esponenziale nel corso degli anni. La suddivisione sarà equa tra le tre anime del rugby europeo: Premiership, Top 14 e Pro12 (e relative federazioni). A guadagnarci inglesi e francesi, che vedono crescere la loro quota dal 24% al 33% mentre i celtici passano dal 52 al 33%.
Il primo tesoretto di 60 milioni di sterline sarà diviso equamente: 20 milioni per la Premiership, 20 per il Top 14, 20 per il Pro12. Quest’ultimo li suddividerà in maniera equa tra le quattro federazioni (Italia, Scozia, Galles e Irlanda): 5 milioni di sterline per ognuno. Pare però che con il tempo la quota destinata a Galles e Irlanda salirà sino a 6,8 milioni contro i 5,1 per Italia e Scozia. Il motivo? Irlanda e Galles hanno 4 squadre, Scozia e Italia 2.

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