Ritorna l’onda nera: la Nuova Zelanda batte l’Australia 51-20

ph. Nigel Marple/Action Images

Dopo il pareggio di Sidney, Australia e Nuova Zelanda sono scese in campo ad Auckland per la seconda giornata del Championship. Al termine degli ottanta hanno nettamente prevalso gli All Blacks, che hanno dominato con la mischia e nel gioco rotto, sfruttando al meglio le molte palle di recupero concesse dai Wallabies. Risultato finale 51-20 per la Nuova Zelanda.

Si parte con un inno da pelle d’oca e una Kapo O Pango davvero tosta, ma da calcio d’inizio gli All Blacks fanno ostruzione sui saltatori avversari e Beale mette i primi tre del match. Due calci di Cruden riportano avanti i padroni di casa, l’Australia aumenta la pressione e si riporta nei ventidue a va vicina alla meta con Hooper, fermato da Cruden dopo la bella sponda interna di Cooper. Al minuto dieci McCaw viene ammonito per un evitabilissimo schiaffo all’ovale. La squadra di Hansen non si scompone, Aaron Smith sfugge alla guardia, Cruden e compagni lo sostengono sull’asse, Fardy non rotola e la piazzola premia i tutti neri. Nell’azione seguente nuovo buco profondo sull’asse Crotty-Crockett ma un pasticcio sul breakdown vanifica gli sforzi. La parità numerica è pareggiata al ventesimo: Simmons rimane dalla parte sbagliata della rolling maul, ma Cruden non chiude abbastanza il calcio. Gli All Blacks aumentano la pressione portandosi nei ventidue, Retallick arriva corto ma sul successivo ingaggio arriva la meta di punizione. Sul restart il gioco si rompe: Folau corre quaranta metri, McCabe la perde nei ventidue ospiti e Cruden-Savea confezionano il classico coast to coast che spezza le gambe ad un’Australia che pare aver perse le certezze della difesa e dei set pieces sbanda. I primi quaranta si chiudono così sul 23-6 Nuova Zelanda, più solida ma soprattutto capace di convertire in punti ogni scorribanda nella metà campo Wallabies.

Nei primi minuti della ripresa l’Australia ricomincia a tenere l’ovale ma la difesa All Blacks è in gran giornata. Quando poi il gioco si rompe gli uomini di Hansen si prendono qualche rischio, come lo splendido contrattacco di Barrett dalla propria area di meta alimentato da un passaggio di Aaron Smith da manuale. Al cinquantesimo la terza meta: Savea fugge sull’out sinistro, con l’esterno rimanda l’ovale verso l’interno, i compagni raccolgono e Read deve solo schiacciare. La squadra di McKenzie ha mollato, i primi otto non reggono e subiscono due rolling maul che portano alle due mete di McCaw.
Nell’ultimo quarto i tutti neri si rilassano e l’Australia marca due volte, con Folau dopo sponda interna di Beale e con Hooper che naviga al largo di Aaron Smith dopo touch moule. Nel finale bellissimo placcaggio try saver di Barrett su Folau lanciato a meta. All’ultimo respiro arriva la meta di Luatua sotto i pali. Finisce 51-20.

Di Roberto Avesani

New Zealand: 15 Ben Smith, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ryan Crotty, 11 Julian Savea, 10 Aaron Cruden, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Liam Messam, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Wyatt Crockett
Riserve: 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Steven Luatua, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Malakai Fekitoa

Marcatori Nuova Zelanda
Mete: penalty try (27), Savea (30), Read (49), McCaw (53, 59), Luatua(80)
Marcatori: Cruden (27, 30, 49, 53, 59), Aaron Smith (80)
Punizioni: Cruden (5,7, 17)

Australia: 15 Israel Folau, 14 Pat McCabe, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Matt Toomua, 11 Rob Horne, 10 Kurtley Beale, 9 Nic White, 8 Wycliff Palu, 7 Michael Hooper (c), 6 Scott Fardy, 5 Rob Simmons, 4 Sam Carter, 3 Sekope Kepu, 2 Nathan Charles, 1 James Slipper.
Riserve (una da escludere ): 16 James Hanson, 17 Pek Cowan, 18 Ben Alexander, 19 Will Skelton, 20 Scott Higginbotham, 21 Nick Phipps, 22 Bernard Foley, 23 Tevita Kuridrani, 24 Ben McCalman.

Marcatori Australia
Mete: Folau (61), Hooper (64)
Conversioni: Beale (61, 64)
Punizioni: Beale (1, 13)

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