Premi federali e obbligatorietà: si apre il mercato delle under

rugby giovanile

Siamo ancora in piena estate eppure la prossima stagione sportiva è già cominciata. Non in campo, certo, ma le società stanno già lavorando per iniziare al meglio e senza intoppi. Una delle grandi difficoltà che alcune società devono affrontare è quella delle obbligatorietà. Di fatto, una squadra seniores per poter partecipare alle fasi finali per la promozione deve garantire l’attività giovanile. Per la serie C, ad esempio, è necessario che la società svolga l’attività della under 14 e della under 16 per tutta la stagione. Qualora questo criterio non sia soddisfatto, la squadra non può partecipare ai play off e accumulerà una penalità per la stagione successiva.

Le società che non possiedono un vivaio adatto chiedono le obbligatorietà ad altre.

La federazione premia le società che dimostrano, attraverso le partecipazioni a concentramenti e campionati di categoria, di avere delle giovanili vive. In particolare, sono elargiti premi se la società partecipa alle attività under 12, under 14 e under 16, queste ultime due categorie necessarie per l’obbligatorietà (nel caso di una serie C).

Il compenso è elargito solo se le giovanili in questione non assolvono le obbligatorietà di nessuna seniores, altrimenti non viene recepito alcun premio.

Nulla da discutere su questa scelta federale, mi sembra giusto, però, soffermarmi su un aspetto della vicenda che mi ha davvero sbalordito: la compravendita delle obbligatorietà.

Le giovanili sono diventate merce da vendere e oggetto di mercato più di un abile giocatore. La società che non ha squadre seniores, ma un buon vivaio offre le obbligatorietà al miglior offerente; nel migliore dei casi a un costo pari al premio federale, nel peggiore rilanciando sul prezzo, forti della necessità delle seniores di avere le giovanili per partecipare ai play off.

Tra l’altro non si parla di cifre da poco: il premio è di quattromila euro sia per la under 14 sia per la under 16, quindi si parte da una base di ottomila euro. Mi rendo conto che tutte le società abbiamo bisogno di soldi così come di partecipare ai play off, ma trovo incredibile che le categorie giovanili diventino merce di scambio. Inoltre non capisco una cosa: se una società ha tutte le giovanili, ritira dei soldi per l’attività, se la stessa società ha anche una squadra seniores e usa le sue giovanili per assolvere le obbligatorietà non prende un soldo. E’ un controsenso. Credo sia il caso di premiare chi è più virtuoso, chi riesce ad avere una seniores oltre ad un settore giovanile completo.

In conclusione, ancora una volta si è davanti ad una situazione scomoda e ambigua, che rischia di portare con sé spiacevoli conseguenze. Di certo, sarà difficile convincere qualcuno a “regalare” le proprie giovanili di fronte ad un premio annuo ghiotto fornito dalla FIR, ma è allucinante pensare che una seniores debba mettere in conto di spendere (o non guadagnare) ottomila euro per poter partecipare alle fasi finali del campionato.

@minchiamedeo