Polemiche ovali: meno TMO, o il rugby diventerà come il football?

cockerill tmo

Nella NFL sono abituati a partite di quattro ore e il coach dei Leicester Tigers teme che il rugby rischi la stessa fine se non si darà più fiducia all’arbitro.

E’ un tema molto caldo in questi ultimi mesi, con le nuove regole e l’abitudine ad aver portato gli arbitri a chiedere sempre più spesso l’intervento del TMO. Che a volte rivede infinite volte le stesse immagini che non riescono a risolvere i dubbi e, alla fine, la decisione non è quella giusta o, comunque, non ha più certezze di quella che avrebbe avuto l’arbitro direttamente in campo.

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Una situazione che, in alcuni casi, è risultata noiosa, allungando i tempi del match e, soprattutto, allungandone i tempi morti. Così Richard Cockerill, uno che non è abituato a mandarle a dire, è intervenuto sull’argomento, paragonando il futuro del rugby a quello del football americano.

“In molti casi anche se guardi alcune azioni al rallentatore non riesci a capire dal monitor se vi è stato un passaggio in avanti o meno, con il conseguente tira e molla sulla decisione da prendere. Torniamo indietro, quando l’arbitro si fidava più del suo istinto. Ora gli arbitri hanno paura a decidere senza aver rivisto l’azione. Sono professionisti e devono poter lavorare come tali. Se non torniamo indietro rischiamo di finire come il football americano, con partite che durano quattro ore”.

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Polemiche ovali: meno TMO, o il rugby diventerà come il football? é stato pubblicato su rugby1823.it alle 15:00 di giovedì 08 maggio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.