Poaching gallese in Nuova Zelanda? C’è chi sbeffeggia Steve Hansen

ph. Paul Harding/Action Images

Eliota Fuimaono-Sapolu è giocatore talentuoso e dagli atteggiamenti sfrontati, uno che dice quello che pensa senza farsi troppi problemi, anche quando magari prima di parlare – o di scrivere – farebbe magari meglio a contare fino a cinque. E’ lui che durante il Mondiale 2011 twittò il famoso messaggio in cui dava degli schiavisti all’IRB (usando parole come “apartheid” e “olocausto”) per attaccare il fatto che Samoa aveva avuto a disposizione solo tre giorni per preparare la partita contro il Galles. Si scusò evitando così una pesante squalifica, che arrivò pochi giorni dopo, quando sempre su twitter definì “razzista” Nigel Owens. Sei mesi di stop (sospesi però per due anni).
Ora gioca in Giappone e torna a far parlare di sé. Come vi abbiamo raccontato il Galles avrebbe intenzione di convocare in nazionale Gareth Anscombe, mediano d’apertura neozelandese dei Chiefs ma con madre gallese e quindi eleggibile. La cosa ha fatto preoccupare il ct degli All Blacks Steve Hansen, che in una intervista all’Herald on Sunday si è detto preoccupato da questi movimenti, ricordando che solo pochi giorni fa il Connacht ha annunciato l’ingaggio di Bundee Aki, centro dei Chiefs che ha motivato la sua decisione di trasferirsi nell’emisfero nord anche con la speranza di rientrare nei piani della federazione irlandese per la nazionale.
Quello che nel mondo anglosassone viene chiamato poaching (letteralmente bracconaggio, caccia di frodo) e che in realtà federazioni importanti nell’emisfero sud hanno a lungo praticato nei confronti delle isole del Pacifico. Da qui la risposta divertita di Eliota Fuimaono-Sapolu. Eccola:

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