Pasquale Presutti: piedi per terra, ma le Fiamme possiamo bruciare in alto

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Dopo una stagione certamente positiva, condita dalla soddisfazione del Trofeo Eccellenza, per il quarto anno consecutivo le Fiamme Oro sono andate in ritiro a Moena, in provincia di Trento, per preparare al meglio alla nuova stagione. Abbiamo raggiunto telefonicamente coach Pasquale Presutti, per parlare della stagione scorsa e di quella che inizierà a breve.

Come prosegue il ritiro a Moena?
Stiamo lavorando da dieci giorni, e il tempo per fortuna ci permette di lavorare bene e prepararci nel modo migliore. Come è logico che sia diamo priorità alla parte fisica e al lavoro di organizzazione in campo. A livello di staff siamo molto contenti.

Come valuta la scorsa stagione?
Direi che è andata bene e che nel complesso sia stata positiva. Siamo stati bravi a conquistare il Trofeo Eccellenza, che è stata una grande soddisfazione per noi e per tutto l’ambiente Fiamme Oro. Si può sempre fare qualcosa di più ma potevamo fare anche qualcosa di meno.

Con quali obiettivi ripartite?
Tutte le squadre si sono rafforzate, e il prossimo dovrebbe essere un campionato più livellato e più difficile. Noi cercheremo di fare il nostro e di farlo nella maniera migliore. Poi quando si vincono certe partite diventa tutto più facile, l’attenzione dei ragazzi aumenta e si lavora in discesa. Personalmente chiedo sempre lo stesso obiettivo, dare il massimo e dare tutto. Se poi perdi vuol dire che gli altri sono più bravi, ma se hai dato tutto poi non hai nulla da rimproverarti a livello individuale e collettivo.

Ci sarà una bella bagarre…
Ripeto, la vedo più dura e combattuta dell’anno scorso. Ma speriamo che sia effettivamente così, per il bene del campionato e affinché abbia un po’ più di spazio e visibilità. Poi certo questo aspetto dipende anche da noi e dalle altre squadre: se facciamo le cose bene calamitiamo più attenzione.

Vede squadre favorite?
Vedo Calvisano, Rovigo, Mogliano e Petrarca un gradino sopra, poi vedo bene noi, Lazio e San Donà. Ma aspettiamo cosa dirà il campo nelle prime partite. Speriamo solo che già dopo tre partite non si inizi a parlare di campionato a due fasce e due velocità, creando poco interesse in chi ci segue.

Come valuta il mercato. Ha avuto modo di vedere all’opera i nuovi acquisti?
Abbiamo messo a concorso alcuni ruoli, e sono arrivati ragazzi giovani e interessanti. Cazzola ci darà una bella mano, così come Thomsen, che sta anche allenando. Le sue qualità sono giuste per quello che cercavamo e ci aiuterà a crescere, senza dimenticarci che abbiamo molti giovani da seguire e far crescere. Non toglieremo spazio a nessuno, ma rispetto alle scorse stagioni abbiamo la fortuna di avere una rosa profonda, e potremmo ruotare maggiormente che in passato.

Ci dice un paio di nomi da tenere d’occhio?
Spero sempre nell’esplosione di Carlo Canna, poi abbiamo diversi giovani su cui possiamo contare, come Della Rossa, che ha grosse qualità. La nostra speranza è di riuscire ad aiutare qualcuno ad emergere e trovare soddisfazioni. Poi certo, bisogna essere disposti a fare molti sacrifici.

Come sta il rugby nella Capitale?
Ci sono tante squadre, ma la classifica dell’anno scorso credo abbia rispecchiato i reali valori di forza. Dovesse venire l’occasione di fare un balzo in avanti, speriamo di saperla cogliere e toglierci maggiori soddisfazioni. Da questo punto di vista, vedo bene sia noi che la Lazio.

Starebbe meglio con una franchigia celtica?
Se il movimento tende ad andare verso le franchigie, chiaro che una al centro-sud non farebbe male a questa zona della Penisola, e si potrebbe includere e coinvolgere maggiormente tutto il rugby nazionale. Sinceramente, non ci vedrei nulla di inapplicabile o di difficile realizzazione. Basta ci sia la volontà.

Non ci sono troppi campanili?
I campanili ci sono, ma poi il vescovo è uno solo e deve volere il bene di tutti.

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