Francia: Guy Novès all’attacco della Nazionale

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Nel caos del rugby europeo, ecco che si apre un nuovo fronte nella guerra tra club e federazioni e nasce in Francia. In verità, la questione è vecchia di qualche settimana, ma con le convocazioni di lunedì da parte di Philippe Saint-André è tornata d’attualità, con il coach del Tolosa Guy Novès ad alzare la voce.

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Mischia ordinata, dall’IRB arriva l’ufficialità: via il comando “Yes nine”

ph. Daniel Munoz/Action Images

Ieri ve l’avevamo dato come anticipazione, ora è arrivata l’ufficialità da parte della IRB. La chiamata “Yes nine” verrà sostituita da un comando non verbale che indicherà al mediano il momento giusto per introdurre l’ovale. Il problema più grande legato alla precedente chiamata era che il pacchetto avversario sapeva con relativa precisione quando iniziare a spingere, e l’elemento di sorpresa e di prima spinta spariva dalla contesa ordinata. A partire dalle partite di Heineken e Challange Cup del weekend però si cambierà, e il provvedimento verrà poi introdotto anche nei massimi campionati europei.

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Mirco Bergamasco e la margherita azzura: andrà al Sei Nazioni oppure no?

ph. Daniela Pasquetti

La maglia azzurra l’ha indossata 89 volte, poi ci si è messo di mezzo un infortunio che lo ha messo in difficoltà anche con il suo club. Poi lo sbarco a Rovigo di quest’estate, dove è diventato subito un punto fermo. Nessun atteggiamento da star o da giocatore al quale un posto è dovuto, ma grande umiltà e impegno quotidiano: ora i minuti giocati messi nelle gambe sono 843 con presenze in 11 delle 12 partite ufficiali finora giocate dai rossoblu con 94 punti segnati e una percentuale di realizzazione al piede del 75%. Insomma, 3 calci su 4 finiscono tra i pali.
Mirco Bergamasco vuole la maglia azzurra più di ogni altra cosa, per riconquistarla ha fatto un doppio passo indietro (e forse qualcosa di più…) quando ha scelto il Polesine quando poteva andarsene in Giappone dove lo aspettava un ingaggio di quelli importanti. Lui però vuole l’Italia.

Giovedì Jacques Brunel diramerà la lista dei convocati per le partite contro Galles e Francia, due trasferte che aprono il nostro Sei Nazioni 2014. In tanti si chiedono se il nome di Mirco sarà compreso. Non siamo nella testa del ct che in merito avrà sicuramente le idee molto chiare ma lasciare fuori il trequarti biondo ci sembrerebbe una scelta discutibile, se non uno spreco.
Per vari motivi: intanto le assenze sicure di Luca Morisi e Gonzalo Canale che vanno ad aggiungersi a un Tommaso Benvenuti con qualche acciacco e a un Andrea Masi che è fermo da qualche mese, poi perché in squadra tra i piazzatori possiamo contare solo su Orquera e Tommaso Allan, mentre Di Bernardo pare ormai un po’ fuori dai giochi ed entrambi per motivi diversi non hanno ancora dimostrato grande continuità di precisione. E se per il secondo si può tirare in ballo la giovane età e la scarsa esperienza lo stesso non si può dire per il primo (tra i piazzatori però possiamo aggiungere anche Garcia, all’occorrenza).
Poi perché è giocatore di grande esperienza internazionale, grazie alla quale si può soprassedere su quella regola non scritta decisa dal ct secondo la quale un atleta che milita nell’Eccellenza non può essere pronto per l’alto livello. Infine perché grandi alternative non ce ne sono, a parte Ludovico Nitoglia che però ha chiuso da tempo la porta all’azzurro.

Tra chi ci legge e tra i tifosi c’è sicuramente qualcuno che alla sola idea di rivedere Mirco Bergamasco in nazionale storce il naso in nome di un non ben meglio definito “nuovismo”. Che uno non debba andare in nazionale solo in virtù del nome che porta o dei bei tempi andati è cosa sicuramente condivisibile e diremmo lapalissiana, che uno invece non debba andarci solo perché ha già legato il suo nome a gestioni e cicli precedenti è tutta un’altra storia, lapalissianamente stupida. La palla, però, l’ha in mano Jacques Brunel.

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Rugby & Gossip: Matthew Janney, dal Varsity match a Emma Watson

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Non è un rugbista famoso, anzi. E’ uno studente universitario, seppur della più famosa università al mondo, Oxford. E gioca a rugby con la squadra di Oxford, quella che ogni anno disputa il famoso Varsity Match contro Cambridge. Ma ora Matthew Janney è diventato, e diventerà, famoso come i campioni da Sei Nazioni.

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Scarlets, fatta l’offerta per trattenere Williams e Priestland

ph. Sebastiano Pessina

Con il futuro delle squadre gallesi ancora tutto da decidere, gli Scarlets hanno offerto la loro proposta di prolungamento del contratto a due pedine importanti non solo per la squadra ma anche per la nazionale. Si tratta dei trequarti Scott Williams e Rhys Priestland. Simon Easterby, allenatore della squadra gallese, si dice però pessimista sulla possibilità di trattenere i giocatori, che ancora non sanno che competizione andrebbero a giocare se rimanessero nel loro club. Una firma a questo punto, per quello che è dato sapere, sarebbe un salto nel buio.

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Lima, dopo le vicende giudiziarie la federazione toglie l’incarico

ph. Eddie Keogh/Action Images

La federazione samoana ha revocato a Brian Lima, ex giocatore con trascorsi in Europa e nel Super Rugby, l’incarico di allenatore della difesa della selezione isolana. La decisione è una naturale conseguenza dell’arresto di Lima, avvenuto nelle scorse settimane dopo un’aggressione alla compagna. Il prossimo lunedì è fissato il primo incontro davanti alla corte.

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Rugby & Storia: Paddy Mayne, il primo dei “cattivi ragazzi” ovali

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Danny Cipriani, James O’Connor, Manu Tuilagi, Quade Cooper o Gavin Henson. Cosa hanno questi cinque rugbisti in comune? Sicuramente il talento, immenso, ma soprattutto la capacità di mettersi nei guai. Alcol e sregolatezza ne hanno fatto i beniamini dei tabloid britannici. Ma tutti loro hanno un antenato che mai potranno eguagliare.

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Da prede a cacciatori: quella volta che anche le Zebre divennero “hot”

ph. Sebastiano Pessina

Ne avevamo parlato a fine ottobre, circa un paio di mesi fa. Nella sua nota rubrica “Who’s not and who’s not”, Planet Rugby metteva in quella settimana le Zebre dietro la lavagna (dalla parte dei “not”), una decina di giorni dopo la sonora sconfitta subito nel primo turno di Heineken Cup contro Tolosa. Alla nostra squadra erano state dedicate parole parecchio dure, che giocando sulla metafora animale la definivano “un team camuffato da cibo per leoni pronto per un’altra campagna senza vittorie”. La metafora dei leoni sembra calzare ora a pennello dopo la vittoria nel derby celtico contro Treviso. Insomma, da prede di tutti a cacciatori degli altri. E la squadra di Cavinato finisce, allora, dalla parte degli “hot”. “Abbiamo criticato molto agli eterni sconfitti del Pro12; ora, è tempo di riconoscerli qualche merito“. Grazie ai miglioramenti dell’anno scorso, e all’innesto di Leonard,si legge, le Zebre hanno ottenuto una vittoria ricca di significati, che gli permette loro di lasciare l’ultimo posto in classifica. Il breve trafiletto si chiude con la speranza che la squadra diventi sempre più competitiva. Insomma, né fenomeni ora, né carne da macello prima. Veritas filia temporis, si dice..

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Religione e tendine d’Achille, il Sei Nazioni di Euan Murray si allontana

ph. Craigh Brough/Action Images

58 caps totali, di cui 27 nel Sei Nazioni. Difficilmente però a febbraio e marzo vedremo in campo Euan Murray, pilone scozzese attualmente sotto contratto a Worcester. Il giocatore continua a lamentare problemi al tendine d’Achille, che probabilmente gli impediranno di essere in forma per il torneo. In ogni caso non avrebbe giocato il match inaugurale contro l’Irlanda, in programma di domenica, giorno in cui il Murray, fortemente religioso, non scende in campo.

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Premiership: gli highlights della dodicesima giornata (VIDEO)

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Sfide equilibrate, rimonte all’ultimo respiro, mischie vinte con solo sei uomini a disposizione, due squadre in fuga e un gruppone di cinque squadre a giocarsi l’ultimo posto utile per i playoff. Il weekend della befana regala spettacolo in Inghilterra e il meglio della Premiership potete godervelo negli highlights qui sotto.

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