Treviso serra i ranghi per il secondo derby con le Zebre: il XV per Parma

ph. Pino Fama

Marius Goosen, head coach della squadra veneta, ha deciso quattro cambi per la squadra che domani pomeriggio – alle 15 allo Stadio XXV Aprile di Parma e in diretta su Italia2- affronta le Zebre nel secondo derby stagionale di Pro12.
Angelo Esposito si riprende il posto all’ala, spostando Luke McLean ad estremo, mentre in cabina di regia parte dal primo minuto Tobie Botes.
In mischia, scelta pressochè obbligata con l’inserimento di Dean Budd, dopo l’infortunio alla mano occorso a Manoa Vosawai sabato scorso nel match di andata.
In prima linea, invece, spazio da subito a Michele Rizzo, con Alberto De Marchi che si accomoda in panchina.

Questa la formazione annunciata:

15 Luke McLean

14 Ludovico Nitoglia

13 Christian Loamanu

12 Alberto Sgarbi

11 Angelo Esposito

10 Mathew Berquist

9 Tobias Botes

8 Robert Barbieri

7 Alessandro Zanni

6 Dean Budd

5 Corniel Van Zyl

4 Antonio Pavanello (capitano)

3 Lorenzo Cittadini

2 Leonardo Ghiraldini

1 Michele Rizzo

A disposizione:

16 Franco Sbaraglini

17 Alberto De Marchi

18 Ignacio Fernandez-Rouyet

19 Marco Fuser

20 Valerio Bernabò

21 Marco Filippucci

22 Edoardo Gori

23 Alberto Di Bernardo

Head Coach: Marius Goosen.

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Pro 12: Treviso, quattro cambi per il derby di Parma

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Quattro cambi nel XV titolare della Benetton Treviso che domani pomeriggio – alle 15 allo Stadio XXV Aprile di Parma e su Italia 2 – affronta le Zebre nel secondo derby stagionale, quarto di sempre con la franchigia federale. Angelo Esposito si riprende il posto all’ala, spostando Luke McLean ad estremo, mentre in cabina di regia parte dal primo minuto Tobie Botes.

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Mickey Rourke alias Gareth Thomas: il biopic sul giocatore procede

ph. Paul Childs/Action Images

Cosa hanno in comune Stephen Donald e Gareth Thomas? Molto poco direte voi. Entrambi, invece, saranno d’ispirazione per un film biografico. Della conosciuta vicenda di Donald, divenuto di colpo eroe nazionale nel corso dei Mondiali del 2011, e della volontà di un network neozelandese di mettere in scena la sua vicenda, abbiamo già parlato questa estate. Ora è invece il turno di Gareth Thomas, e della sua vicenda meno sportiva e molto più umana.

Il giocatore lo conosciamo tutti: 100 caps col Galles, di cui 94 dal primo minuto, e capitano dei Lions nel tour del 2005 in Nuova Zelanda. L’ultimo, il 29 Settembre 2007 contro le isole Fiji. Il lato umano, invece, non tutti lo conoscono. Prima il matrimonio, poi la scoperta passo dopo passo del suo vero orientamento sessuale. In mezzo, tre bambini mai nati. E, infine, il desiderio di non tenere più “una bomba ad orologeria nascosta in una qualche camera oscura del proprio io”, e la scelta di comunicare tutto. A tutti. Prima a Jemma, la moglie. Poi a Scott Johnson, head coach del Galles, che dopo un match lo ascolta attentamente e a lungo. Poi ai due compagni di stanza, Stephen Jones e Martyn Williams, con cui ha combattuto tante battaglie sportive e con i quali sceglie di condividere tutto, ovviamente al bar davanti a una pinta. E infine al mondo intero. Dentro e fuori Ovalia. Già perché la risonanza è stata molto forte, essendo coinvolto uno dei giocatori più rappresentativi non solo di un’intera nazione ma più in generale di un intero sport.

L’annuncio del film già era stato fatto, e già si sapeva che il protagonista sarebbe stato Mickey Rourke. In una recente intervista, Gareth Thomas ha però svelato alcuni dettagli. “Mickey ha già investito tanti soldi per questa pellicola, e siamo in fase di pre-produzione. Si sta preparando molto bene per il ruolo che dovrà svolgere. E’ la scelta giusta”. Sono stati poi svelati alcuni dettagli tecnici; in particolare, molta attenzione sarà rivolta alle fasi di gioco, che si cercherà di rendere il più realistiche possibili. Ma l’aspetto che più interessa all’ex giocatore, è il messaggio che la pellicola a lui ispirata deve trasmettere: “Il film riguarda l’essere accettati nel mondo dello sport. Voglio che tutti prendano coraggio vedendo la mia storia”. Thomas ha poi rivolto lo sguardo a due eventi sportivi che si terranno nei prossimi anni in paesi dove l’omofobia è ancora fortemente radicata se non addirittura tollerata dal punto di vista legislativo. Si tratta delle Olimpiadi invernali di Sochi (Russia), in programma nel 2014, e dei mondiali di calcio del 2022, che si terranno in Qatar: “Se fossi impegnato in quegli eventi, andrei là e farei del mio meglio per dimostrare che un omosessuale può essere il più forte di tutti“.

Di Roberto Avesani @robyavesani

Qui sotto un video dell’attore Mickey Rourke intercettato al Millennium Stadium.

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Top 14 in movimento: Malzieu rinnova, Fall lascia il Racing Metro

ph. Paul Harding/Action Images

Inizio gennaio e mercato in pieno fermento in Francia (e non solo…): è di qualche ora fa la notizia che Julien Malzieu ha rinnovato il suo contratto con Clermont con un accordo di un anno che prevede anche un’opzione sul secondo.
Chi invece lascerà la propria squadra è Benjamin Fall che dalla prossima stagione non vestirà più la maglia del Racing Métro: sulle sue tracce si sarebbe già lanciato il Montpellier con Tolone, Clermont e Bordeaux che stanno alla finestra.

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Video: un test contro il cancro ai testicoli, l’aussie rules si presta per la dimostrazione

“Balls to cancer” è un’associazione inglese che combatte un tumore tutto maschile. Per sensibilizzare gli uomini sul tema ha diffuso un video di una trasmissione medica andata in onda su Channel 4 in cui un gruppo di giocatori di una squadra britannica di aussie rules, il Wolverhamton Wolverines, si presta per un facile test che ognuno di noi può fare (purché di sesso maschile). Ricordando che per ogni dubbio è sempre consigliabile rivolgersi a un medico.

PER VEDERE LA CLIP CLICCATE SU QUESTO LINK

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Il 2014 di Paolo Buso inizia malissimo: ginocchio andato, stagione finita

Poco meno di un mese fa vi davamo notizia dell’ennesimo infortunio al ginocchio destro del trequarti bianconero che lo ha frenato per larghi tratti delle ultime due stagioni. Un comunicato delle Zebre parlava allora di una “lesione al ginocchio interessato. L’entità della stessa verrà definita con un successivo intervento in artroscopia esplorativa entro trenta giorni da oggi”. Evidentemente la piccola operazione è stata effettuata perché nel tardo pomeriggio di ieri sulla sua pagina facebook Buso ha postato una frase che non lascia spazio a dubbi, purtroppo: “Ginocchio K.O. Stagione finita!!!”.
Al momento non si conoscono altri dettagli per i quali si attende un comunicato ufficiale della franchigia federale.

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Francesco Minto a OnRugby: “Sono pronto al rientro”. Benetton Treviso e Italia sorridono

ph. Sebastiano Pessina

“Dalla prossima settimana ogni partita può essere quella buona per il rientro, ovviamente non sta a me decidere ma io sono pronto”. Queste parole fanno la felicità degli appassionati di rugby tutti ma soprattutto quelli che tifano per il Benetton Treviso. E di sicuro mettono un po’ di buon umore anche a Jacques Brunel che per il Sei Nazioni potrebbe avere a disposizione quella che l’anno scorso si rivelò essere una pedina fondamentale nel torneo azzurro, perché a parlare è Francesco Minto.
Il seconda/terza linea del Benetton Treviso ha infatti concesso una intervista a OnRugby nel quale parla della sua situazione fisica, di Italia e del suo club. Iniziamo proprio dalle sue condizioni: “Sono finalmente a posto e pronto. Spero di giocare già la prossima settimana in Heineken Cup ma a decidere sarà lo staff tecnico. Il problema è superato, magari non del tutto ma si è sicuramente stabilizzato. In allenamento non ho alcun problema, non mi fa male e riesco a fare tutto. Ora bisogna vedere in gara perché quello è il test più importante, ma sono ottimista. E non vedo l’ora di tornare in campo”.

Siamo pronti a scommettere che speri in una convocazione azzurra per il Sei Nazioni: temi che il lungo stop la possa in qualche modo pregiudicare?
Bisognerebbe chiederlo al ct… Io spero di essere nel gruppo, sarebbe già un risultato importante. Magari Brunel mi chiama solo per aggregarmi e farmi fare qualche allenamento. La vedo un po’ più dura per le prime gare del torneo, ma la terza e la quarta si giocheranno tra oltre un mese. Vediamo. Comunque io penso a fare un passo alla volta, iniziamo con giocare qualche gara con il Benetton.

L’ultima volta ti abbiamo visto a Bormio, al ritiro di maggio prima del tour in Sudafrica. Era la fine di una stagione massacrante e i problemi alla cervicale iniziavano a farsi sentire: quanto è stata dura rimanere fuori così tanto?
Molto, vedere i tuoi compagni che lavorano e non poter essere con loro non è stato bello. Né con il Benetton né con la nazionale. Ho sofferto parecchio, ma è normale. Le ultime prove dell’Italia non sono state molto positive ma sono ottimista e il fatto che anche Treviso non sia andata bene in questa prima parte di stagione non è un caso.

Secondo te in quale maniera le due cose sono collegate?
Ci sono degli anni in cui spendi moltissimo, da un punto di vista fisico e mentale. Lo scorso anno siamo andati bene con il Benetton, anche se abbiamo lasciato per strada qualche punto di troppo che avrebbe reso la nostra stagione ancora più positiva. Questo però alla fine in qualche modo lo puoi pagare nella stagione successiva. Credo sia successo proprio questo: siamo arrivati davvero stanchi a fine stagione, svuotati, e questo si è riflesso anche nel gioco della nazionale. D’altronde il gruppo Benetton è numeroso.

Una situazione che poi è proseguita in qualche modo anche a settembre
Sì, non c’è solo l’aspetto fisico, ma anche quello mentale che influisce parecchio. E poi qui a Treviso si sono sommati anche altri aspetti tutti nostri…

Ti riferisci alla vicenda Franco Smith
Sì, è una cosa che ci ha condizionato, mi pare evidente. Ma intendiamoci: la nostra stagione fin qui non è stata segnata solo da questo, sono tanti gli aspetti che bisogna valutare. C’è stato un problema fisico e mentale generale, sul quale si è innestata la vicenda Smith che per quanto importante è stata solo un tassello. Evidentemente tra il coach e la società c’erano alcuni problemi ma la nostra stagione finora al di sotto delle aspettative non è dovuta a questo, o almeno non solo a questo. E’ un aspetto, ma non l’unico. E il sesto posto in Pro12 non è lontano, se invertiamo la rotta…

Ultima domanda: siamo a gennaio e sul futuro del nostro movimento regna ancora l’incertezza. Al di là delle coppe europee non si sa se l’esperienza celtica proseguirà anche per le squadre italiane. Come la vivete questa cosa?
Male, siamo tutti un po’ preoccupati. Non si può arrivare sempre in queste settimane o anche più avanti senza sapere che genere di stagione dovremo affrontare a partire da settembre. Anche negli anni scorsi molto spesso si è arrivati a febbraio o a marzo senza certezze: un giocatore, ma anche una società, ha bisogno di sapere prima le cose per poter fare le sue scelte. Anche perché con questa incertezza si rischia che tanti vadano via.

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Caso Galles: WRU e Regions riprendono a parlare

ph. Sebastiano Pessina

Si è conclusa a Cardiff l’attesa riunione del board della federazione gallese dopo la mancata firma delle regions per il rinnovo della partecipazione delle stesse nel Pro12 e in Heineken Cup. Regions che avevano chiesto alla stessa WRU di posporre la dead-line delle trattative al 31 gennaio, una richiesta che sembra aver trovato il favore della federazione. Usiamo il verbo “sembrare” perché il comunicato è molto stringato e proprio per questo lascia spazio a interpretazioni diverse. Noi di OnRugby propendiamo per una sostanziale apertura, dove si legge che “La WRU ha informato oggi le quattro regioni che verrà a breve presentato un nuovo accordo nel rispetto del rugby professionale in Galles. (…) Il nuovo accordo rifletterà ancor di più la volontà della Federazione che lo sviluppo dei giocatori internazionali e il loro mantenimento in patria vengano riconosciuti nella giusta misura”.
In precedenza la Premiership ha diffuso un suo comunicato nel quale plaudiva alla volontà delle franchigie gallesi di prendere parte alla Rugby Championship Cup, così come annunciato il 31 dicembre scorso.
Il comunicato ufficiale della WRU:

The Board of Directors of the Welsh Rugby Union met today and unanimously agreed that a positive way forward for professional rugby in Wales as set out in the WRU’s statement of 31 December 2013, is in the best interests of Welsh rugby.
The WRU has today informed the four Regional Organisations that they will shortly be presented with a new agreement in respect of professional rugby in Wales. A timetable for discussion has been provided by the WRU.
The new agreement will further reflect the WRU’s desire to ensure that Welsh player development and the retention of Welsh players is properly recognised. This is in the best interests of all of rugby in Wales, from the grass roots to the international level.

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Galles: la Wru riapre la porta alle regione (e il ping pong continua…)

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Una nuova scadenza (non resa nota) e la volontà di trovare una soluzione. L’attesa riunione della Federazione gallese prevista oggi ha portato a un nuovo comunicato ufficiale che, di fatto, riapre i giochi e rimette in gioco Ospreys, Cardiff Blues, Scarlets e Newport Dragons.

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Un altro “gallese” va via: Andries Pretorius al Worcester

ph. Yuya Shino/Action Images

Non è uno dei big della nazionale gallese di cui si attendono le decisioni per la prossima stagione ma l’addio del terza linea è un altro tassello della diaspora in corso a Cardiff e dintorni. Andries Pretorius la prossima stagione non indosserà più la maglia dei Blues per sbarcare in Premiership e vestire quella di Worcester. A rivelarlo è WalesOnLine.
Pretorius è nato a Nelspruit, in Sudafrica, ed è arrivato a Cardiff nel 2009 diventandone il capitano nella scorsa stagione. Chiamato in nazionale dal Galles per il tour della scorsa estate ha giocato in due test contro il Giappone.
Un problema di non poco conto per i Blues visto che al termine di questa stagione dovrebbe andare al Munster anche Robin Copeland, compagno di reparto di Pretorius.

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