Sei Nazioni 2014 (-30): nonostante i guai, Galles favorito

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Tra un mese inizia il Sei Nazioni 2014 e nelle prossime settimane tutti i coach annunceranno i convocati per il torneo. A quel punto, nomi alla mano, si avranno le idee più chiare su cosa aspettarci, ma volgendo indietro lo sguardo al 2013 appare chiaro che i campioni in carica del Galles siano ancora i favoriti.

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Galles, parlano le Regions nel giorno del meeting WRU

ph. Sebastiano Pessina

Confusi, ingannati, perplessi. Questo significa in inglese la parola “mystified”. Così ha definito lo stato d’animo delle regions il CEO dei Cardiff Blues Richard Holland dopo che la federazione gallese ha fatto sapere che è pronta a dar vita a nuove franchigie. Probabilmente il significato più adatto alla situazione è il terzo, quel “perplessi” che ben si adatta alle parole del boss della squadra di Cardiff: “Abbiamo trattato per un po’ ma non sono stati fatti passi avanti in nessun senso. Abbiamo sempre voluto lavorare con la WRU e speriamo di trovare un compromesso che ci faccia superare l’impasse”.

Gareth Davies, omologo di Holland per i Newport Dragons dice di sperare in un accordo ma non esclude un epilogo in tribunale per tutta la vicenda: “Se si andrà per questa strada un giudice dell’Alta Corte che sta a Londra deciderà il futuro del rugby gallese. Non abbiamo potuto firmare il Participation Agreement perché la WRU al momento non è in grado di confermare o rinnovare la struttura delle competizioni della prossima stagione. Quell’accordo, firmato nel 2009, prevede un break dopo 5 anni e noi crediamo che ogni persona ragionevole sa che un break è un momento in cui puoi valutare il lavoro fatto e preparare quello da fare per i prossimi cinque anni. Non vogliamo andare da nessuna parte, vogliamo avere in mano il nostro destino e costruire il nostro futuro. Sono le regions ad aver creato i giocatori del Galles che hanno vinto negli ultimi 10 anni: non sono stati preparati negli stage della nazionale ma nei club del Galles, poi dalle regions e solo alla fine sono andati in nazionale”.
Oggi attesa riunione del board della WRU.

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Mourad Boudjellal va alla guerra contro la LNR

Su salary cap e Jiff (i giocatori di formazione francese) il patron del Tolone negli scorsi mesi aveva più volte detto la sua ma ora Mourad Boudjellal ha deciso di portare le questioni davanti al tribunale dell’Unione Europea. Il presidente della squadra campione d’Europa definisce il tetto ai salari come una “aberrazione”. Poi spiega: “Sul fair play finanziario sono d’accordo con a LNR. Non voglio spendere più degli utili che produco, ma il salary cap è un attacco alla libera impresa”.
Nel mirino anche l’innalzamento della quota di Jiff (stabilita nella nuova convenzione stipulata tra LNR e FFR) che ogni squadra del Top 14 deve avere in rosa e che deve schierare.

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Rugby e valori, un dibattito un po’ “scentrato”

La cadenza non è mai fissa ma nei media che si occupano di cose ovali ciclicamente si torna a parlare dei valori che fanno – o dovrebbero fare – da colonna portante al rugby. Il recente fatto di cronaca che ha coinvolto Brian Lima (la leggenda samoana ha aggredito e picchiato l’ex compagna, e per lui non si tratta di una novità) ha fornito l’occasione per riportare in prima pagina il dibattito su questi famosi valori.
Il primo a scriverne è stato Giorgio Sbrocco, giornalista che non ha certo bisogno di presentazioni, seguito da Rugby 1823 e da un altro importante collega ovale, Elvis Lucchese. Tutti, anche se in maniera diversa, pongono l’accento su quanto questi valori siano diventati una sorta di marketing virale per la nostra amata disciplina, rilevandone però una sorta di continuo scollamento tra quanto viene propagandato e la pratica reale e quotidiana.
Sbrocco scrive: “Bastasse mettersi in mutande e passarsi un pallone ovale… Sarebbe sufficiente rendere obbligatoria la pratica del rugby e avremmo edificato un mondo migliore”. Rugby 1823 va un po’ oltre e sottolinea che “Costruire l’intera comunicazione ovale sulla retorica dei valori, sbatterli in faccia alla gente a ogni piè spinto, con un malcelato senso di superiorità, è pericoloso. Perché poi basta un Brian Lima qualunque a smascherare il bluff”. Elvis Lucchese – il cui articolo è solo una prima parte di uno scritto più ampio ancora da pubblicare – è il più disincantato e quello che ha un approccio più “scientifico” all’argomento e dalle pagine del suo blog scrive che “In Italia il nostro sport è percepito dal grande pubblico come esemplare per spirito e codici di comportamento. Ma nel mondo a lungo per molte donne e fra i circoli più progressisti della società, in Francia come in Nuova Zelanda, il rugby è uno sport che non ha nulla di cool ma è anzi visto, in piena legittimità, come un gretto microcosmo di misoginia ed omofobia”. Lucchese tratta nello specifico proprio il tema della violenza sulle donne da parte di giocatori di rugby, da qui il particolare accento su questi temi.

Tutti dicono cose vere e sensate. Però c’è un però, altrimenti nel titolo di questo articolo non ci sarebbe la parola “scentrato”. Il fatto è che una volta ammesso che in Ovalia quei valori hanno una importanza fondamentale – ed è oggettivamente così – non si può sostenere che quegli stessi valori sono messi in discussione perché pochi soggetti con il loro comportamento li hanno negati. Perché alla fine di questo si tratta, di pochi soggetti. Anche ammesso e non concesso che ci sia una quota di “sommerso” quei numeri rimangono bassissimi, e non si può non tenerne conto. Per ogni aspetto della vita sociale, che sia sportiva o meno non è importante, quello statistico è un approccio determinante per comprendere un fenomeno, certo non deve essere l’unico ma da lì si parte per capire la “grandezza” di un problema. Inseguiamo ogni settimana i dati sui placcaggi, sugli off-load e su mille aspetti del rugby giocato e vogliamo non tenerne conto su questo?
In ogni consorzio umano di qualunque natura c’è chi si mette al di fuori delle regole che quello stesso gruppo si è dato. I furbi non mancano mai, quelli che vogliono prendere le scorciatoie per il successo nemmeno, altri predicano bene e razzolano male. E no, non sto parlando di “semplici” mele marce, definizioni perfetta se si vuole nascondere la polvere sotto il tappeto.

Conclusione? Che quello del rugby è tutto sommato un mondo “sano” e il semplice fatto che si discuta dei suoi valori di fondo perché qualche caso sporadico li ha messi in dubbio è una prova delle buone condizioni in cui versa. Altri ambienti sportivi questi episodi cercano di metterli in disparte il più velocemente possibile magari senza affrontarli.
Soprattutto non teniamo presente di un aspetto che è determinante: il mondo del rugby ad oggi ha ancora gli anticorpi per poter tenere ai margini certi comportamenti, proprio grazie alle regole morali che chi si avvicina a questo sport si dà e alle sanzioni previste per chi le vìola. La palla ovale ha ancora un’arma potentissima contro gli attacchi ai suoi valori e questa è la riprovazione sociale generale e diffusa di appassionati, tifosi e addetti ai lavori per chi si mette al di fuori di quelle leggi non scritte. Non è una cosa scontata, anzi. Certo non mette al riparo da “violazioni” ma protegge l’integrità complessiva del movimento. Va da sé che questa riprovazione sociale non è data, va coltivata e sostenuta continuamente. Per farlo non bisogna smettere mai di mettere sotto i riflettori gesti e protagonisti negativi, senza sminuirli minimamente ma al tempo stesso senza farli diventare “fenomeni di massa” se statisticamente non possono assurgere a quello status. Bisogna essere implacabili anche con le violazioni più piccole ma per quanto si lotti e ci si impegni contro il libero arbitrio c’è poco da fare. E la perfezione, dicono, non è di questo mondo. Però si può lavorare per avvicinarcisi.

Il Grillotalpa

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Pro12: Cardiff ferma i Dragons, Glasgow-Edimburgo rinviata

Iniziata oggi la dodicesima giornata del torneo celtico. Nel primo pomeriggio i Blues hanno superato all’Arms Park le resistenze dei Dragons con il risultato di 21 a 13, per i padroni di casa nessuna meta ma la solita prestazione da cecchino di Leigh Halfpenny.
La seconda partita in programma oggi il derby scozzese tra Warriors ed Edimburgo è stato rinviato per impraticabilità del campo dovuta alle fortissime piogge. E’ la seconda gara in programma allo Scotstoun che viene rinviata per pioggia nelle ultime settimane, in precedenza era successo per Warriors-Benetton Treviso.
Il programma della giornata prosegue venerdì con il big match tutto irlandese Ulster-Munster e Ospreys-Scarlets, si chiude sabato con Connacht-Leinster e Zebre-Benetton Treviso.

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Consiglio federale, sabato a Parma il primo incontro 2014

Si terrà sabato il primo Consiglio Federale del 2014. Probabile si parli del futuro celtico in chiave italiana e che venga sancita l’ufficialità dei test-match estivi contro Fiji, Samoa e Giappone.

Il cimunicato FIR

É convocata per sabato 4 gennaio, presso la Cittadella del Rugby di Parma, la prima riunione annuale del Consiglio Federale FIR presieduto da Alfredo Gavazzi.

L’ordine del giorno del Consiglio Federale é il seguente:
. Comunicazioni del Presidente Onorario
. Comunicazioni del Presidente
. Affari amministrativi
. Segreteria Federale
. Settore Tecnico (base ed alto livello)
. Varie ed eventuali

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CONSIGLIO FEDERALE A PARMA SABATO 4 GENNAIO

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Roma – É convocata per sabato 4 gennaio, presso la Cittadella del Rugby di Parma, la prima riunione annuale del Consiglio Federale FIR presieduto da Alfredo Gavazzi.

L’ordine del giorno del Consiglio Federale é il seguente:
. Comunicazioni del Presidente Onorario
. Comunicazioni del Presidente
. Affari amministrativi
. Segreteria Federale
. Settore Tecnico (base ed alto livello)
. Varie ed eventuali

Rugby & Tv: DMAX, chef Rubio, Ugo Gori e la sfida contro il calcetto

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E’ andato in onda domenica scorsa il secondo appuntamento con “Il cacciatore di tifosi”, il programma su Dmax con chef Rubio che cerca di convertire alla palla ovale degli improbabili tifosi. Nella seconda puntata complice di chef Rubio è stato Edoardo Gori e un gruppo di amici e tifosi sfegatati di… calcio. Qui il video.

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E Planet Rugby “gufa” Jacques Brunel e Philippe Saint-André

ph. Sebastiano Pessina

L’articolo si chiama “Ten predictions for 2014″, titolo che non ha bisogno di traduzione. Ben Coles di Planet Rugby, una sorta di Bibbia del rugby mondiale, ha stilato un pezzo in cui si lancia in una serie di previsioni sull’anno iniziato da qualche ora e al punto 7 si parla di come “Jacques Brunel, Philippe Saint-André potrebbero non finire l’anno”. In pratica il sito web sostiene che il ct azzurro e quello francese correrebbero il rischio di essere esonerati se le loro squadre non dovessero invertire la rotta anche se manca ormai poco al Mondiale del 2015.
“Tagliare l’head coach a meno di due anni dal Mondiale è rischioso ma l’Italia è in crisi. Le vittorie contro Irlanda e Francia al Sei Nazioni sembrano di un’era fa dopo il terribile giugno in Sudafrica e anche un peggior novembre che ha prodotto solo una non convincente vittoria con Fiji”. Poi, dopo una rapida disamina sui mali azzurri, la stilettata finale: “Brunel deve ottenere risultati o almeno dimostrare progressi, oppure la FIR ci metterà una toppa”.
Così la pensano da quelle parti.

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