Padua Rugby Ragusa: risultato bugiardo contro il Colleferro

Quando si scende in campo senza poter contare, tra squalificati, infortunati e indisponibili per diversi motivi, su ben tredici atleti e avendo, tra campo e panchina, ben tre debuttanti e uno che fino ad oggi aveva giocato in campionato appena 13 minuti, è difficile pensare di poter portare punti a casa, tanto più se stai affrontando, in trasferta, la terza forza del campionato.

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che la società biancazzurra non ha potuto contare nemmeno sui propri tesserati che giocano con l’Accademia Zonale di Catania, la cui dirigenza, per l’occasione, non ha voluto liberare i tre atleti ragusani, nonostante la difficoltà oggettiva in cui si trovata l’allenatore ibleo e l’impegno relativamente facile che vedeva impegnato il XV dell’Accademia, allora solo immaginare di poter aggiungere punti alla deficitaria classifica paduina era pura fantascienza.

Ciò nonostante il Padua Rugby Ragusa, che aveva a referto soli 20 atleti, ha giocato alla pari con il più forte Colleferro, gestendo l’ovale per almeno 60 minuti, ma è stato castigato dal cinismo dei laziali, bravi a trasformare in punti ogni errore commesso dagli iblei. Alla fine il punteggio, 38 a 10, penalizza oltremodo la squadra di coach Vinti che, invece, avrebbe meritato di tornare in Sicilia quanto meno con un punto di bonus.

L’inizio della sfida è tutto dei paduini, che costringono per almeno cinque minuti i padroni di casa nella propria metà campo.

La mischia tiene, la touche funziona, la squadra gira, ma punti neanche a parlarne. E il primo errore della difesa biancazzurra viene pagato a caro prezzo. Siamo all’8 e i rossoneri dispiegano la loro arma letale: la mischia. Metro dopo metro i colleferrini si avvicinano all’area di meta iblea, e quando l’ovale arriva, siamo a tre metri dalla fatidica linea, al pilone Alessio Leo, grande e grosso come un armadio a tre ante, la difesa paduina non riesce a far altro che placcarlo all’altezza del petto. Il risultato è scontato: rinculo del placcatore fin dentro l’area di meta e ovale schiacciato in meta. Fabrizio Pennese, che all’andata non aveva sbagliato un solo calcio, continua la sua striscia positiva. 7 a 0.

Nonostante la meta subita, il Padua non accusa il colpo e resta padrone del gioco, anche se però si tratta di un gioco sterile.

Sedici minuti dopo vanno in scena gli otto minuti che segneranno la partita.

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