O’Driscoll: cronaca della sua ultima partita a Dublino in maglia verde

ph. Sebastiano Pessina

DUBLINO L’intera Irlanda ha salutato con tutto il calore di cui è capace Brian O’Driscoll, che contro l’Italia ha giocato l’ultima partita a Dublino con la maglia della nazionalea. La festa da dedicare a quello che viene considerato il miglior giocatore irlandese di tutti i tempi era stata preparata con cura da media e tifosi per tutta la settimana. Speciali su radio, tv e giornali a ritmo quotidiano, biglietti esauriti da mesi, perfino vetrine con messaggi dedicati a lui nella zona dello stadio. E dentro all’Aviva Stadium è stata una giornata piena di emozione per i fortunati 51mila che sono riusciti a entrare, fra cui non pochi italiani. Il numero 13, che nell’occasione ha raggiunto la cifra record di 140 presenze in nazionale, è stato accompagnato da un boato ogni volta che ha toccato il pallone, cose che purtroppo per l’Italia è accaduta spesso.

L’atmosfera della partita è stata caratterizzata da una contrastante sensazione: mentre i tifosi erano lì soprattutto per salutarlo, lui e tutti i suoi compagni pensavano alla partita con grandissima determinazione. L’Irlanda ha la possibilità di vincere il Sei Nazioni e non poteva certo fallire la partita in casa contro l’Italia. Per questo la squadra ha giocato con grandissima intensità e senza mai fermarsi fino al fischio finale. O’Driscoll non ha segnato nessuna delle sette mete con le quali l’Irlanda ha impartito una dura lezione all’Italia, ma è stato decisivo in tre delle prime quattro, mandando in meta con splendidi assist i propri compagni. Splendido quello che ha dato il “la” alla seconda meta di Sexton, al 60′ minuto.
Poco dopo Joe Schmidt lo ha richiamato in panchina, e la festa è potuta iniziare. Un boato ne ha accompagnato l’uscita dal campo e da quel momento la regia dell’Aviva stadium lo ha inquadrato più volte. Ogni volta che il suo volto sorridente appariva sui grandi schermi dello stadio un boato ha scosso lo stadio. L’Irlanda ha dimostrato ancora una volta di nutrire per il suo giocatore un affetto sconfinato.

A fine gara, quando è stato il momento della sua passerella personale, alla quale hanno assistito anche i giocatori italiani applaudendo a lungo l’avversario, dalle tribune dell’Aviva si è anche levato alto il grido “One more year”, un altro anno, ma la decisione è stata presa da tempo e BOD ha già detto di non aver intenzione di tornarci sopra. Poi in sala stampa ha detto che “è stata una grande emozione, me lo ricorderò per sempre. Prima della gara no, pensavo alla partita ed ero concentrato su quella. Alla fine invece mi sono emozionato un po’ e, pensandoci bene, credo che mi emozionerò ancora di più quando in futuro ripenserò a questo giorno. Un entusiasmo quasi imbarazzante, comunque è stato grande, una bellissima giornata”.
L’allenatore Schmidt e tutti i compagni che hanno parlato nel dopo partita gli hanno dedicato un pensiero. Significativo quello di Eoin Reddan: “Molte persone vedono il genio che c’è nel suo modo di giocare, ma io che lo frequento quotidianamente sia con Leinster che in nazionale posso dire che è un uomo con un grandissimo cuore, in campo e fuori, e una straordinaria voglia di lottare. Due ingredienti che sono decisivi sia per arrivare al suo livello che per restarci a lungo come lui è riuscito a fare”. Lui e tutti gli altri giocatori della nazionale faranno sicuramente di tutto per regalargli l’addio perfetto: un giro di campo allo Stade de France con il trofeo del 6 nazioni.

di Damiano Vezzosi

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