Numeri e rugby: piccola geografia del movimento Italia

I tesserati “veri” in Italia sono 104mila, appena sopra questa cifra. Perché abbiamo messo la parola veri tra virgolette? Perché il numero complessivo sarebbe in realtà superiore di diverse migliaia di unità, ma è un numero gonfiato dai doppi ruoli a cui vengono rilasciate quindi più tessere di affiliazione alla FIR. Quei 104mila sono invece i “singoli” e rappresentano la vera dimensione del rugby italiano, quantomeno quello tesserato. I dati che leggete in questo articolo sono relativi alla stagione 2013/2014.
Il dato più interessante è ovviamente quello del dato complessivo dei tesserati: a fare la parte del leone è la Lombardia, che ne conta 20.300 circa, unica regione/comitato a superare le 20mila unità. Il Veneto si difende con i suoi 16mila tesserati mentre il Lazio è la sola terza regione a superare la soglia dei 10mila con ben oltre 11mila iscritti. Queste tre sole regioni messe assieme arrivano a sfiorare la metà totale.
I numeri, naturalmente, risentono della demografia del paese che varia moltissimo da regione e regione e dalla penetrazione del rugby nel territorio, non stupisce che i numeri più bassi arrivano in gran parte dalle realtà regionali più piccole e soprattutto dal sud: Puglia (poco più di 3mila tesserati), Basilicata (400 circa), Calabria (meno di 900), Sicilia (quasi 4.500) e Sardegna (non raggiunge i duemila). Dati che non possono soddisfare perché in alcuni casi si tratta di regioni molto popolate ma dove club e federazione lavorano in mezzo a tante difficoltà e noi la buttiamo lì: perché non concentrare le Accademie in questi territori “di confine” dove potrebbero fare da centri di propulsione e propaganda?

Qualche curiosità. La provincia con più tesserati in assoluto è Roma, con quasi diecimila iscritti, seguita da Milano con poco più di 7mila. Trattandosi delle due più grandi città italiane la cosa non stupisce e finisce per evidenziare i seimila tesserati di Treviso, area ad altissima densità rugbistica ma con una popolazione nemmeno paragonabile a quella delle due metropoli.
Passiamo alle ragazze: le donne tesserate sono quasi 11mila, ma le regioni che superano quota-mille sono ben quattro (Piemonte, quasi 1.100; Lombardia, oltre 2mila e 200; Lazio, poco più di mille; Veneto, praticamente 1.200) con l’Emilia che si ferma poco prima di quella soglia simbolica. In tutti i comitati la quota rosa viaggia attorno al 10%, spesso al di sopra. Da sottolineare il dato del Molise, dove su un totale di quasi 400 tesserati le donne sono poco meno di cento, quasi un quarto del totale.
Chiudiamo infine con i tesserati come arbitri: sono complessivamente poco più di 1.100 e non tutte le regione ne esprimono. Qui a farla da padrone è il Veneto (un po’ più di 200), seguito da Lombardia (180), Piemonte e Lazio (che superano entrambe il centinaio).

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