“Possibile che alla Coppa del Mondo si presenti sempre un c.t. con le valigie pronte? Le altre Nazionali hanno 4-5 tecnici affermati, noi pseudo staff. […] Fourcade e Coste si calarono nella realtà, gli altri, da lì in poi, hanno usato i problemi come scuse” attacca il Giova. Il problema, dunque, è Brunel, ma non solo. “Il problema principale del nostro rugby è che non sa rinnovarsi. […] Le presidenze federali durano all’infinito e chi comanda ha poteri illimitati. […] Non siamo competitivi, non siamo credibili” continua l’ex capitano.

La nazionale che perde è solo la punta dell’iceberg (“L’apparato tecnico federale ha fallito e a pagare sono sempre i giocatori, attori di un sistema che fa acqua”), ma i problemi sono più profondi per Giovanelli. “Abbiamo il secondo budget federale dopo il calcio e il sud non esiste. Siamo diventati il rugby dei villaggi, non delle città. Non esiste una base, se pensiamo alle accademie come selezioni naturali, siamo fuori strada” sentenzia.