All Blacks (14) matematicamente e Argentina (10) per logica, invece, saranno le squadre che accederanno ai quarti di finale nel gruppo C, con i campioni del mondo che chiuderanno la pratica con le Tonga (6), mentre l’Argentina cercherà il punto della matematica nella facile sfida con la Namibia (0). Tutto da decidere, invece, per il terzo posto, con la Georgia (4) che contro i sudafricani avrà la chance di centrare una storica qualificazione diretta a Giappone 2019.

Il ko dell’Italia (5) contro l’Irlanda (14), invece, ha ufficialmente qualificato Irlanda e Francia (14) per i quarti di finale. Lo scontro diretto all’ultima giornata sarà, però, fondamentale, perché chi vince andrà a incontrare (salvo risultati più che clamorosi) l’Argentina, mentre chi perde si troverà di fronte i fortissimi All Blacks. Per il terzo posto, invece, il bonus conquistato con gli irish mette abbastanza al sicuro l’Italia – se il Canada (1) batterà in settimana la Romania (0) – ma gli azzurri saranno obbligati a battere i rumeni se questi dovessero imporsi sui nordamericani.

Infine, il gruppo C, quello più aperto, grazie al ko all’esordio degli Springboks (11) sul Giappone (8). Proprio il Sud Africa ha più di un piede ai quarti, sempre che non commetta un altro scivolone contro gli USA (0), mentre il Giappone dovrà battere sempre gli USA e tifare Samoa (4) nella sfida contro la Scozia (10). Una vittoria scozzese manderebbe i britannici ai quarti, un ko potrebbe regalare ai nipponici una storica qualificazione.

Insomma, a una giornata dalla fine della fase a gironi sono già ai quarti di finale tre squadre della Rugby Championship – All Blacks, Australia e Argentina – e tre squadre del Sei Nazioni – Galles, Francia e Irlanda – con il Sud Africa a un passo. Si imponesse la Scozia, dunque, avremmo dei quarti di finale che ricalcano i due più importanti tornei mondiali di rugby, con le sole Italia e Inghilterra escluse. Solo l’improbabile ko scozzese e il trionfo giapponese vedrebbe l’elite mondiale far spazio a un’intrusa. Alla faccia di chi lo chiama il Mondiale delle sorprese. Di giornata, forse.