La Federazione ti chiama e ti dice: “Possiamo risolvere un solo problema del rugby italiano”. Quale è il primo da risolvere?

Per mia fortuna ora sto partendo per la Francia (da dicembre allenerà il Tolone, ndr.) e non mi troverò in questa situazione. Ma in Italia non c’è solo un problema, anzi, se ne sono parecchi.

Quindi le voci dalla Francia su un cambiamento di programma a Tolone sono false. Tu andrai?

Certo, a dicembre sarò lì.

Torniamo all’Italia. Un’apertura non entra nei meccanismi di una squadra in poco tempo. Tu come avresti gestito Canna nei tre test premondiali?

Io credo che Brunel ha dato fiducia ad Allan, cui non aveva dato credito troppo a lungo. Doveva vedere se questo ragazzo poteva dargli certezze per la prima partita e ha voluto dargli minuti di gioco. Canna se si infortunava Haimona oggi non c’era e Brunel non ha 10 partite a disposizione per dargli minuti di gioco. Se entrerà Canna dovrà tirare fuori anche quello che non ha. Io non posso valutarlo perché gioca in un campionato di basso livello, ma da quel che ho visto ha qualità, coraggio.

Chi vince i Mondiali?

Sulla carta la Nuova Zelanda. Ma in Europa ha sempre sofferto. Sulla carta sono i più forti e credo che questo allenatore, Hansen, è molto competente, conosce l’Europa e non farà gli errori dei suoi predecessori. Ma ha tanti giocatori ‘vecchi’, ma sono i favoriti. Gli outsider, però, sono Inghilterra, Francia, Australia e Irlanda.