Lombardia e Mondiali U20, per Gavazzi nuove critiche

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

“Gavazzi ha giustificato le 15 partite su 30 del Mondiale u20 a Calvisano dicendo che la provincia di Brescia è la più attiva in Lombardia. I numeri del 2013/14 dicono il contrario: 3.781 tesserati a Brescia, 7.205 a Milano, 1.266 a Monza Brianza. Due realtà con quasi il triplo di atleti e un bacino d’utenza più ampio sono state del tutto escluse”. A parlare così dalle pagine del Gazzettino è Francesco Azzolari, ex dirigente dell’ASR Milano che è stato anche presidente di comitato e consigliere federale.
Poi c’è la dichiarazione di un altro ex dirigente, questa volta dell’ASD Rugby Monza, Gaetano Palmiotto, che al quotidiano veneto riferendosi all’esclusione dello stadio di Monza dal lotto delle strutture che ospiteranno le gare del Mondiale Juniores del prossimo giugno (il presidente FIR Gavazzi ha detto che World Rugby non l’ha ritenuto idoneo) dice “Sono molto stupito. Uno stadio ritenuto idoneo da Erc (3 partite di Heineken Cup), Fir (Italia-Figi) e Lire (3 finali scudetto) non è stato ritenuto adeguato al Mondiale under 20″.

Ma gli attacchi a Gavazzi non finsicono qui: fa discutere infatti l’azione che nei minuti finali di Petrarca Padova-Calvisano della scorsa domenica ha regalato la vittoria sul filo di lana al club di proprietà dello stesso presidente federale. In molti hanno ravvisato che è viziata da un “tenuto” del Calvisano ma l’arbitro ha fischiato contro i bianconeri. Il presidente del club petrarchino Enrico Toffano la prende con diplomazia ma lancia comunque un sasso nello stagno: “La partita l’abbiamo persa noi, non recrimino ma quell’errore è stato eclatante. (…) Volevo fare un esposto con il filmato alla Fir, ma non servirebbe. Contro Calvisano ho già dato la scorsa stagione, prendendo due mesi di squalifica. Sul conflitto dico solo: non è facile gestire una posizione come quella di Gavazzi”.

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