Lettera di uno sportivo, non tifoso. La “Quaestio” grande rugby a Palermo

baarbera

Ricevo e pubblico.

Mi è venuto spontaneo commentare lucidamente da rugbista e da palermitano:
“L’ennesimo sopruso nei confronti di una città che ha voglia di sport e di grandi eventi è stato commesso oggi ! Nonostante gli sforzi di dirigenti sportivi regionali e nazionali, Orazio Arancio in primis, il presidente Zamparini e i vertici del calcio sono riusciti nell’intento di boicottare un grande evento sportivo internazionale non calcistico. Il presidente del Palermo calcio, che ormai si sostituisce al Sindaco Orlando nelle politiche sportive, nelle veste di pifferaio magico incanta i topi brulicanti in città col suo piffero chiamato calcio. La città soffre remissivamente la difficoltà a reperire spazi e risorse per la pratica sportiva e, come se non bastasse le viene negata una grande ribalta internazionale nell’anno che la vede candidata a “Città Europea dello Sport”, solo per tutelare i capricci arroganti del pallone. Gli amministratori compiacenti non trovano le risorse per ristrutturare gli impianti sportivi e realizzarne di nuovi ma regala con dei canoni bassissimi gli stessi per eventi musicali che di sportivo non hanno nulla. Come ciliegina sulla torta, la tacita preferenza al triste carrozzone chiamato calcio nel momento in cui viene richiesto il primo impianto cittadino.
Mi sento di ringraziare il presidente Zamparini per non avere fatto un emerito CAZZO per gli sportivi Palermitani e vorrei ricordargli che sport non vuol dire calcio. Il calcio, oppio per il popolo, non è la panacea dei mali della città ma la sua rovina, il simbolo della stasi culturale e dell’involuzione dei valori.
Grazie presidente per essere riuscito ad allontanare un evento della città e dei suoi veri sportivi, come il test match internazionale della nazionale di rugby. Abbiamo un Velodromo nella nostra città che il presidente Zamparini vorrebbe tanto abbattere e che proprio 20 anni fa (SICILIA ’94), fu teatro dei “Mondiali di Ciclismo” che videro protagonisti tra gli altri, gente come C. Boardman e G. Obree entrati nella storia. Ah già..! per lei non sono nessuno, lei insegue qualche adolescente sudamericano dal buon tocco di palla per portarlo all’ombra di Monte Pellegrino e a cui elargire somme a 6 zeri … quelle che basterebbero a ristrutturare gli impianti e tornare a praticare lo sport. La Piscina Comunale in perenne emergenza, il Palazzetto di Fondo Patti più simile ad un’abitazione di Gaza City che a un Palasport, il Diamante del Baseball gioiello nel vero senso della parola dell’architettura sportiva in balia di balordi e senza casa, il rugby che non ha un suo spazio esclusivo dove crescere, la Riserva Naturale Orientata della Favorita negata in tutte le sue potenzialità ai cittadini e agli sportivi etc etc
Certo i soldi sono suoi e noi di elemosine non ne chiediamo ma, non provi più a raccontare che ha fatto tanto per la città……. perché per quelli come me, che lo sport preferiscono praticarlo e non chiacchierarlo sul divano o alla SNAI (e siamo molti) oggi più che mai, ha tolto più che dato.”

ROBERTO PECORARO