Le donne del rugby: una breve intervista ad Alessia Pantarotto

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Da Ladies Rugby Club:

Torna dopo un po’ di tempo la nostra rubrica sulle “grandi donne del rugby” e come ogni anno, nel periodo del Sei Nazioni, abbiamo scelto di conoscere un po’ meglio uno dei nuovi volti azzurri. Oggi abbiamo il piacere di avere con noi Alessia Pantarotto, fortissima seconda linea del Riviera Del Brenta e una delle protagoniste dell’ottimo torneo che le azzurre stanno disputando in Europa.

Benvenuta su Ladies Rugby Club Alessia, come sai seguiamo da qualche anno con molto interesse le ragazze della nostra nazionale e siccome tu sei uno dei volti nuovi, della squadra abbiamo voluto conoscerti un po’ meglio e dare la possibilità a chi ci legge di fare la stessa cosa.

Cominciamo con una cosa semplice, parlaci un po’ di te. Chi è Alessia? Come ti sei avvicinata al rugby, cosa fai fuori dal campo. Insomma, raccontaci chi sei.

Ciao Lorenzo e ciao a tutti i lettori della pagina Ladies Rugby Club, sono molto felice di essere qui per rispondere alle tue domande. Per iniziare posso dirti che Alessia è una ex ballerina di danza moderna (non ridere però! E’ la verità!). Mi sono avvicinata al rugby all’età di 15 anni grazie alla scuola. Ho cominciato ad andare a vedere le partite dei miei compagni, quando un giorno ho visto davanti a me delle ragazze con il giubbotto della squadra femminile di San Donà. Mi sono informata e ho iniziato ad allenarmi con loro. Due di quelle ragazze adesso sono ancora mie compagne al Riviera. dove sono arrivata all’età di diciotto anni. Da li è iniziata un’esperienza bellissima. Invece fuori dal campo sono una persona normalissima, faccio l’impiegata in un’autoscuola. Lavoro, alleno i bimbi dell’under 10 a San Donà e mi alleno. Questa è la mia vita! Semplice, ma piena di soddisfazioni.

Dalle tue parole traspare una grande passione per il rugby: cosa ti ha dato il rugby in generale e cosa invece nello specifico come donna?

Il rugby mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Bellissime esperienze ed emozioni e anche quella che considero una seconda famiglia: le mie compagne e i miei allenatori!

Come donna? Certamente un sacco di coraggio e tantissima forza!

Tu sei uno dei volti nuovi del gruppo azzurro, come ti vedi all’interno del gruppo? Qual è il tuo ruolo in campo, quali sono i tuoi pregi e dove, invece, devi ancora migliorare?

All’interno del gruppo azzurro mi trovo molto bene, le mie compagne mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Sicuramente mi ha aiutato il fatto di avere quattro compagne di club all’interno della nazionale. Il mio ruolo è la seconda linea, un ruolo che anche se non sembra è fondamentale per la struttura della mischia. Per quello che mi riguarda io devo ancora imparare molto, me la cavo abbastanza bene in difesa mentre in attacco con la nazionale facciamo un gioco completamente diverso dal Riviera, per questo devo lavorarci su ancora un bel po’.

Un bilancio del 6 Nazioni dopo le prime tre giornate? Cosa c’è stato di positivo e su cosa dovete ancora lavorare?

Direi che un bilancio assolutamente positivo. Fin dalla prima partita abbiamo consolidato molto la nostra difesa, che anche nel primo tempo contro la Francia è stata molto efficace. Quello che dobbiamo migliorare è sicuramente il riuscire a sfruttare di più i palloni quando siamo in attacco, per essere in grado di segnare sempre.

Secondo te quanto è distante il movimento femminile italiano rispetto a quello di paesi come Francia, Irlanda e Inghilterra?

Sappiamo che siamo ancora lontane da loro, sia a livello di numeri che di qualità nel gioco, però stiamo lavorando per avvicinarci sempre di più. Il numero delle tesserate continua a crescere ed anche i nostri risultati con la nazionale fin’ora hanno dimostrato in maniera evidente la nostra crescita, sia come squadra sia come movimento.

Quanto è difficile oggi per una ragazza giocare a rugby in Italia e perchè?

Anche se stiamo crescendo pian piano, le società femminili sono ancora molto poche, soprattutto quelle che fanno il rugby a 15s. Credo che il fatto di dover fare molti chilometri per potersi allenare e giocare per molte ragazze sia una un ostacolo molto grande da superare.

Per concludere ti chiediamo un parere sul nostro lavoro cosa ne pensi della nostra pagina Ladies Rugby Club? Come possiamo migliorare secondo te?

State facendo davvero un ottimo lavoro, la vostra pagina è una buonissima copertina per la visibilità del rugby femminile in Italia. Continuate così!

Grazie mille Alessia per la tua disponibilità, speriamo di aver contribuito a farti conoscere un po’ meglio dai tanti lettori e lettrici che abitualmente ci seguono. Ti facciamo un grandissimo in bocca al lupo per la partita che giocherete all’Aviva Stadium di Dublino, noi saremo qui a fare il tifo per te e per tutte le azzurre.