L’Aquila, via all’azionariato popolare?

Il piano di salvataggio de L’Aquila Rugby passa anche da una forma di azionariato popolare. Tutto dipenderà dalla risposta della città al momento diffidente dei colori neroverdi, ma fino alla fine di agosto i tifosi, una quindicina, svolgeranno un vero porta a porta per arrivare almeno a 1.500 adesioni nella fase della conta. Il progetto si strutturerà in tre step: la fase del “c’ero anch’io”, una sorta di conta dei tifosi dell’Aquila Rugby, quella delle adesioni e illustrazione del progetto di azionariato diffuso; e, infine del “crowdfunding”, cioè la raccolta quote di partecipazione societaria.

L’obiettivo è far nascere per la prima volta in Italia, in particolare a L’Aquila, un “crowdfunding”, letteralmente un “finanziamento della folla», in sostegno della principale società di pal-laovale cittadina e regionale. L’iniziativa, denominata “Rugby L’Aquila people” è ideata dai ragazzi del CoRolo, gruppo di tifosi di Preturo (L’Aquila) appassionati del rugby, che si sono lanciati nell’iniziativa dopo quattro mesi di studio.

A spiegare la prospettiva di una “società di tifosi” è stato Giampiero De Santis, affiancato nella presentazione avvenuta ieri da Danilo Cianca e Francesco Camerini. “Bisognerà capire perché siamo arrivati a 100 persone che seguono la squadra di rugby», ha esordito, “la nostra idea è costituire un fondo strutturale negli anni, con l’azionariato popolare in un’ottica di trasparenza. Paradossalmente la nostra città ha più seguito delle altre, ma è un seguito passivo».

Mauro Zaffiri, nuovo presidente di una società di transizione, nelle sue dichiarazioni ha detto di voler riportare la città al rugby», ha proseguito, “il nostro obiettivo è lo stesso, ma con modalità differenti. Noi avremo un percorso autonomo e una volta capita la nostra forza ci confronteremo con la società. Se i numeri non saranno significativi, ci fermeremo». L’idea coinvolgerà gli ordini professionali, le imprese di natura commerciale e tutti i cittadini. Attori che, in fase di raccolta, potrebbero donare quote differenti rispetto alle proprie potenzialità economiche. Si coinvolgeranno anche ex giocatori.