La solitudine dei numeri 10 azzurri, un branco che non sa ingrandirsi

ph. Sebastiano Pessina

Dal Progetto Apertura al Problema Apertura? Beh, insomma, non esageriamo. Il Problema Apertura è parecchio più vecchio del Progetto Apertura, che in effetti avrebbe dovuto ovviarlo. Ma quella iniziativa alla fine è rimasta sui titoli dei giornali e nelle dichiarazioni, non è mai partita. Quindi, battute a parte, eccoci qui a un anno e poco più dal Mondiale con l’ormai annosissima coperta striminzita per la maglia numero 10.
Luciano Orquera e Tommaso Allan sono i due giocatori designati a coprire quel ruolo da qui fino alla RWC 2015, ma questo lo sapevamo già, non è una notizia. Il fatto è che dobbiamo fare gli scongiuri che nessuno dei due si faccia male, perché dietro di loro non è che c’è poco, oggi ci sono al massimo delle scommesse. E sottolineamo al massimo.
Se prendiamo le rose di Benetton Treviso e Zebre c’è infatti poco da star lì a immaginarsi chissà quali alternative. In biancoverde a contendersi la maglia da mediano d’apertura ci saranno il neozelandese Sam Christie, l’inglese Joe Carlisle e l’australiano James Ambrosini, con solo quest’ultimo – già equiparato – disponibile per una convocazione in azzurro. Il ragazzo in realtà è ancora tutto da scoprire, con pochi minuti giocati finora, ma è comunque uno che giocava con l’Australia U20: qualche numero deve averlo. Se riuscirà finalmente a giocare con costanza qualche chance potrebbe averla ma la sua presenza in campo presuppone anche quella di un buon calciatore visto la sua scarsa confidenza con i calci da fermo.

Alle Zebre c’è qualche opzione in più, visti gli arrivi di Kelly Haimona ed Edoardo Padovani. Il neozelandese sarà equiparabile a brevissimo, è più maturo (è un 1986) ma proprio per questo in prospettiva post-Mondiale è meno appetibile del giovane cresciuto nel Mogliano e che ha 21 anni. Anche qui peseranno molto i minutaggi che si riuscirà a mettere assieme. A Parma gioca poi Orquera, uno dei due mediani “titolari” che Brunel conosce ormai benissimo. Se starà solo appena appena bene un posto è suo.
E Tommaso Allan? L’Italia lo ha strappato alla concorrenza scozzese, nell’ultima stagione ha giocato non poco in maglia azzurra alternando cose buone ad altre meno buone. E’ giovane, deve crescere e giocare tanto: la retrocessione del Perpignan – suo club di appartenenza – dovrebbe consentirgli una presenza continua in campo, tanto più che Camille Lopez e James Hook sono partiti.
Il panorama è questo, la concorrenza numericamente molto scarsa. Ci sarebbe anche Tomaso Iannone, giocatore divenuto suo malgrado simbolo del Progetto Apertura, portato alle Zebre dal Benetton per farlo diventare un numero 10, cosa poi non avvenuta. Lo scorso maggio Jacques Brunel è stato chiarissimo: per lui Iannone è un centro, non ha le caratteristiche per diventare un’apertura. Parole che affossano definitivamente il Progetto Apertura.

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