La diaspora italiana, tra serie minori e fast food

ph. Alessandra Florida

Dalla pagine della Gazzetta Roberto Parretta mette in fila gli italiani che hanno scelto di andare di giocare all’estero (ne parlammo anche noi ad inizio luglio). E non si parla dei vari Masi e Parisse, ma di giocatori che dall’Eccellenza o dalla serie A scelgono le varie Fed francesi o i club delle Regions gallesi. Assieme ai vari Cevedese (Neath), Sebastiano Folla (Belfast), vengono ricordati Paolo Buso, sfortunato agli Aironi e alle Zebre, e la seconda linea ex Lazio Manolo Colabianchi. Questi ultimi due giocano in Féd 2 al Grasse, assieme all’ex apertura di Calvisano Gerard Fraser. E c’è poi Marco pellizari, da Viadana alla Chalon: “Ho un contratto di 2 anni, 12 mensilità con busta paga, casa e macchina. In questi campionati non c’è limite per gli stranieri, pescano da Top14 o ex internazionali”.

E poi c’è il curioso caso di Di Bernardo. A quanto pare il suo club, il Lille (Féd1), avrebbe avuto problemi con alcuni sponsor e non sarebbe più in grado di onorare il contratto (6.000 al mese). All’ex apertura della Benetton sarebbe allora stato offerto un posto in un locale fast food.

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