Il Sudafrica vince la battaglia nella pioggia: Argentina piegata 13-6

ph. Siphiwe Sibeko/Action Images

Il Sudafrica vince ma senza convincere. Sotto una pioggia torrenziale, che ha pesantemente condizionato il gioco delle squadre, gli uomini di Meyer hanno faticato per battere l’Argentina 13-6. I Pumas hanno dimostrato grossa solidità difensiva,placcando molto e sempre con la linea in avanzamento. Nel finale gli uomini di Hourcade hanno perfino avuto i due possessi del possibile pareggio, entrambi vanificati da problemi di handling, leitmotiv di tutti gli ottanta minuti.

Manca il mago Hernanez nell’Argentina, e al suo posto Hourcade manda in campo Gonzalo Iglesias, mentre nel Sudafrica Coetzee parte subito al posto di Alberts. Pronti via e Pienaar sfruttando il lato corto. Mischie protagoniste per muovere il tabellino: prima i Pumas tornano subito sotto grazie ad un’ottima prova della mischia ordinata, che guadagna una punizione poi piazzata, poi Ayerza si lega male e permette a Pollard di ricambiare il favore. Le squadre cercano di creare il gioco, ma è la pioggia torrenziale a rovinare i piani: Montero lanciato in meta da Sanchez perde un ovale preziosissimo, le Roux pasticcia nel recupero il chip dietro la linea difensiva a pochi metri dalla meta. Il gioco per la maggior parte del tempo staziona fuori dai rispettivi 22, l’ovale è davvero intrattabile e i primi quaranta si chiudono sul 10-3 Sudafrica.

In avvio di ripresa Sanchez porta subito i suoi a meno quattro. La partita si fa nervosa, la pioggia non smette e Meyer manda in campo Steyn per sfruttare il suo piede, che appena dopo ne aggiunge tre al tabellino dei suoi. Rimane alto il numero di calci, con Steyn che rimanda sempre i Pumas nella loro metà campo. Gli Springboks tentano anche la carta del pick and go ripetuto,ma sullo stretto le guardie argentine placcano davvero bene. Nemmeno una touche maul a cinque dalla meta paga, col pack Pumas che respinge quello Springboks oltre la linea laterale. La squadra di Myer, pioggia a parte, compie diversi errori non forzati, con calci direttamente fuori e brutte trasmissioni della linea veloce. A sette dal termine The Beast si lega irregolarmente, i Pumas si portano a ridosso della linea di meta ma commettono un in avanti suicida dopo ripetuti pick and go ben difesi dal pack di casa. A due dalla fine il possibile finale a sorpresa: le Roux scarica a Steyn un mark, de la Fuente lo stoppa ma non riesce a schiacciare l’ovale rimbalzato dentro l’area di meta. I Pumas hanno un’altra occasione con una touche in pieni 22 ma di nuovo l’ovale è trasmesso malamente. Finisce 13-6.

Di Roberto Avesani

South Africa: 15 Willie le Roux, 14 Cornal Hendricks, 13 Damian de Allende, 12 Jean de Villiers (c), 11 Bryan Habana, 10 Handré Pollard, 9 Ruan Pienaar, 8 Duane Vermeulen, 7 Willem Alberts, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Bakkies Botha, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira.
Riserve: 16 Adriaan Strauss, 17 Trevor Nyakane, 18 Frans Malherbe, 19 Eben Etzebeth, 20 Marcell Coetzee, 21 Francois Hougaard, 22 Morné Steyn, 23 Jan Serfontein.

Marcatori Sudafrica
Mete: Pienaar (1)
Conversioni: Pollard (1)
Punizioni: Pollard (16), Steyn (50)

Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Horacio Agulla, 13 Marcelo Bosch, 12 Juan Martín Hernández, 11 Manuel Montero, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamón, 7 Juan Martín Fernández Lobbe, 6 Pablo Matera, 5 Tomás Lavanini, 4 Mariano Galarza, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustín Creevy (c), 1 Marcos Ayerza.
Riserve: 16 Matías Cortese, 17 Lucas Noguera Paz, 18 Nahuel Tetaz Chaparro, 19 Matías Alemanno, 20 Leonardo Senatore, 21 Tomás Cubelli, 22 Santiago González Iglesias, 23 Lucas González Amorosino.

Marcatori Argentina
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Sanchez (7, 42)

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