Il rugby USA guarda a chi è rimasto fuori dalla NFL. E anche l’Europa…

L’appuntamento è al TCF Bank Stadium di Minneapolis, “casa” della squadra di football americano della University of Minnesota e solo per il 2014 e il 2015 dei Vikings (che stanno attendendo la fine della costruzione del loro nuovo stadio). Qui il primo fine settimana di aprile si svolgerà un camp molto particolare: “Rugby combine”, coordinato dall’ex ct di Irlanda e Stati Uniti Eddie O’Sullivan, che dovrebbe riunire poco meno di 200 giocatori di football americano e che sarebbero intenzionati a fare il salto nel rugby.
Nelle intenzioni degli organizzatori l’evento c’è quello di gettare le basi per la creazione di una lega professionistica americana che quella di trovare almeno 50/60 giocatori tra quelli che non sono riusciti ad entrare nel ricchissimo ma ristrettissimo mondo dorato della NFL. Scarti? Forse, ma le università di tutti gli Stati Uniti producono ogni anno centinaia di giocatori che il football professionistico non può riuscire ad assorbire. Il rugby diventa così una possibile alternativa per alcuni di essi. Una opzione tutt’altro che stupida per un movimento nascente ma ancora fragile come quello a stelle e strisce. Anzi, a dirla tutta sarebbero stupido non approfittare di quel bacino.
Un camp su cui hanno messo gli occhi anche alcuni club stranieri: Grenoble, Harlequins e Saracens manderanno emissari, ma non saranno gli unici. Tra i più osservati ci sarà Yamon Figurs. In effetti…

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