Il rugby e quei problemi che non sa superare, l’Eccellenza va all’esame

ph. Daniela Pasquetti

L’Aquila e Prato sono le società “abbonate” – purtroppo – alle situazioni difficili e nelle ultime stagioni sono state più volte al centro dell’attenzione per i loro bilanci traballanti che hanno spesso messo a rischio l’iscrizione ai campionati. Motivi diversi, ovviamente, ma situazioni che alla fine si assomigliano: debiti, difficoltà di rimediare investitori e sponsorizzazioni, ritardi nei pagamenti, lodi arbitrali. Una fotografia che già conosciamo, purtroppo. E il club neroverde e quello toscano sono solo i casi più evidenti e noti, la situazione in cui versa il nostro rugby è difficile, complicata per usare un eufemismo. Solo quest’anno anche Viadana ha avuto le sue belle – si fa per dire – difficoltà e per qualche giorno si è chicchierato pure di Padova. Senza contare che nessuno naviga nell’oro e che negli scorsi anni il nostro movimento ha perso pezzi importanti come i Crociati quando non addirittura storici come la Rugby Roma. Una ferita quest’ultima che fa ancora male nonostante siano passati un po’ di anni. Questo per rimanere solo all’Eccellenza.
Il fatto è che ormai ci si chiede “chi sarà la prossima?” come un che di inevitabile, perché ormai è così e nessuno può farci nulla.

Il panorama economico è complicato per tutti, le difficoltà finanziarie negli ultimi anni hanno colpito ogni settore in maniera più o meno forte e anche lo sport ne subisce le conseguenze. Il rugby vive una condizione particolare, gode di buona popolarità ma la sua attenzione è focalizzata sulla nazionale mentre il campionato italiano è seguito da pochi appassionati. Normale che questa incapacità nel “diventare grande” si somma alle difficoltà economiche appena accennate aumentando le problematicità dei club.
In molti – anche il presidente FIR Alfredo Gavazzi – chiedono di tornare a una forte defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, cosa che riavvicinerebbe le aziende allo sport. Misura veloce e semplice da prendere che però ha la controindicazione di portarsi dietro alcuni problemi come l’evasione fiscale, il falso in bilancio, i fondi neri da parte delle aziende. Bisogna trovare un giusta misura che consenta di non buttare il bambino assieme all’acqua sporca. Cosa non facile.
Bisogna risollevare il livello tecnico del nostro movimento perché partite spettacolari attirano più gente, l’attenzione dei media e e quindi degli sponsor. Bisogna riuscire a trovare una collocazione televisiva funzionale e il più stabile possibile. E bisogna essere rigorosi nel far rispettare le norme, che in alcune occasioni in questi anni si è avuta l’impressione che siano state interpretate più che applicate: comprensibile l’intenzione di dare una mano a squadre in difficoltà ma il messaggio che passa spesso è che se c’è qualche problema interviene mamma FIR. Senza contare che tenere in piedi in maniera artificiale situazioni complicate non risolve il problema, tutt’al più fa guadagnare un po’ di tempo, ma è anche ingiusto nei confronti di chi con grande fatica ha fatto le cose in maniera corretta.

Oggi a Bologna inizia un Consiglio Federale che potrebbe protarsi anche domani. Tra stasera e la mattinata di sabato scopriremo chi prenderà parte all’Eccellenza 2013/2014 , se L’Aquila e Prato ce la faranno (molto probabile la prima, difficile la seconda) e chi eventualmente ne prenderà il posto: verranno iscritti d’ufficio i Lyons di Piacenza sconfitti dai neroverdi nella finale di Serie A oppure sarà l’Academia a giocarsi l’Eccellenza? Attendiamo le decisioni, sperando di non trovarci più in situazioni simili. Ma il timore di essere smentiti è forte.

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