Il Rugby Bari dice la sua. Ad esporsi tutta la società: dai dirigenti, ai giocatori, ai custodi, ai tecnici, ai magazzinieri

10495811_1507910146113339_3201476737272462774_o

Caro Assessore Pietro Petruzzelli, i nostri giocatori, tecnici e dirigenti tutti vogliono
precisare quanto segue.

La nostra Società Sportiva non ha mai accampato nessun diritto su nessun impianto, ma
confidava sul suo impegno a sviluppare quelle attività sportive che lavorano fuori da interessi
economici e per la pura passione per il proprio sport.
Tale diritto allo stesso modo non dovrebbe averlo neanche una squadra che pur sicuramente
più blasonata non dovrebbe avere la possibilità di ottenere 2 stadi di cui uno, caro Assessore,
utilizzabile solo per gli allenamenti come lei ben sa.
Allo stesso tempo dovrebbe anche sapere, in quanto in possesso della delega allo Sport, che
il campo all’interno di quello di atletica non è omologabile per diverse ragioni, prima fra tutte la sua
pericolosità, in quanto essendo giustamente utilizzato dai lanciatori del peso, giavellotto, etc., è
impraticabile per l’ovvia irregolarità del suolo; in secondo luogo per le sue dimensioni, meno 70
metri utilizzabili in lunghezza a fronte del minimo di 100; in ultimo non illuminato e non crediamo
possa esserlo in quanto si andrebbero a creare degli ostacoli architettonici per le discipline per cui è
stato costruito.
La sua decisione, a nostro modo di vedere, inquietante di consegnare le chiavi di qualsiasi
struttura chieda una società sportiva, ignorando quelle che sono le esigenze delle altre che pur
essendo meno blasonate, si meritano eguale rispetto e considerazione, ci sembra essere in netto
contrasto con quelli che sono stati i principi di solidarietà e impegno civile e sociale, con cui mi
sembra che lei si sia guadagnato il suo consenso elettorale e mediatico.
La invitiamo a riflettere caro Assessore e a fare un passo indietro o quanto meno a non dare
in pasto alla stampa notizie fuorvianti per i lettori, annunciando soluzioni che in realtà non ha mai
avuto
Confidiamo comunque nella sua sensibilità a risolvere la criticità alla luce della
consapevolezza che in caso di suo abbandono il nostro movimento, che abbiamo avuto il piacere di
rappresentarle, sarebbe costretto a chiudere, battuto questa volta non sul campo ma decisioni che
ripetiamo di Sportivo hanno ben poco