Reduci da questa straordinaria esperienza del Mondiale Americano Irene, Lucia, Paolo, Matteo, Roberto e Francesco sono venuti a portarci i loro famosi lacci rossi, simbolo dello sport che unisce e include. Al collo avevano le loro medaglie e noi curiosi li abbiamo riempiti di domande, da quelle tecniche relative alle loro discipline a quelle da “spogliatoio”… per sapere quante ne hanno combinate oltreoceano (ma qui vige il segreto professionale). Non vi dico le nostre facce quando ci hanno detto che tra le varie specialità fanno i 200 metri dorso… Duecento metri dorso?!? Noi, forse forse, li riusciamo a fare in comode rate, a interessi zero e in più giorni! La piscina della domenica per recuperare le fatiche della partita è un incubo, specialmente perché buona parte di noi ha l’acquaticità di un sasso.

Siamo andati avanti tra una chiacchiera, uno sguardo alla partita della Benetton e qualche foto, ma c’era qualcosa di strano nell’aria, l’atmosfera si stava facendo frizzantina. Li vedevamo armeggiare con dei foglietti, cercarsi con degli sguardi complici fino a quando è arrivata la sorpresa più inaspettata: schierati uno accanto all’altro ci hanno letto il messaggio che avevano preparato per noi.

“Ci avete detto di impegnarci al massimo e lo abbiamo fatto! Abbiamo portato a casa molte soddisfazioni e tante medaglie. Adesso tocca a Voi! Onorate i colori dell’Italia con tutto il vostro cuore! Noi tifiamo per voi!”

Grazie allora Francesco, Roberto, Matteo, Paolo, Lucia e Irene per aver riempito i nostri bagagli della vostra carica, dei vostri sorrisi e della vostra energia contagiosa.

Noi giuriamo, proprio come Voi ci avete insegnato:

“Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”

#INSIEME