I Lions Salviano Livorno ospitano il Bellaria Pontedera

Quella di questa domenica con il Bellaria Pontedera potrebbe, per i Lions Salviano Livorno, essere l’ultima partita casalinga di un’annata comunque favolosa. ‘Potrebbe’, perchè ad oggi è difficile prevedere se il Garfagnana, segnalato in difficoltà d’organico, sarà in grado di presentarsi regolarmente, il prossimo 13 aprile (nell’ultima giornata del torneo) al ‘Maneo’. Gli amaranto labronici, terzi nella classifica della C2 toscana, girone ovest e capaci nelle ultime tre partite interne di ottenere tre convincenti successi, proveranno a superare l’ostacolo Bellaria, una delle più belle realtà della categoria. I pontederesi sono stati battuti all’andata 17-5. I rapporti fra le due società, fuori dal campo, sono ottimi. I Lions Salviano è, di fatto, la seconda rappresentativa dei Lions Amaranto Livorno che collabora in modo strettissimo con il Bellaria per le proprie rappresentative giovanili. In particolare, la sinergia è tangibile nell’under 16, categoria nella quale labronici e pontederesi hanno allestito un’unica squadra. E’ però evidente che all’interno del rettangolo di gioco le due formazioni non si concederanno sconti. Il Bellaria è quarto a quota 43 e dunque accusa 6 lunghezze di ritardo dai labronici. I Lions Salviano, che al solito saranno appoggiati da un pubblico numeroso e caldo (l’ingresso sugli spalti del ‘Maneo’ è gratuito, il calcio d’inizio è fissato alle 15,30) devono fare i conti con le gravi assenze di Federico Petrantoni, Calvetti, Brucciani, Testi e Salvo, fuori causa per squalifica. Rientrano a disposizione Shani e Cannavò. Si preannuncia una gara intensa ed equilibrata, aperta ad ogni risultato. In teoria i Lions Salviano sono ancora in corsa per acciuffare il secondo posto, che dista solo 2 lunghezze. Di fatto ai tecnici Bertolini e Cannavò, in queste restanti tre gare della regular season (dopo la sfida con il Bellaria il calendario prevede il match esterno con il Massa e l’impegno interno con il Garfagnana) interessa vedere confermata la crescita dei propri atleti, molti dei quali al loro rientro dopo lunghi anni di inattività agonistica. Più del piazzamento conclusivo (che comunque vadano le cose sarà ottimo), è stato importante vedere nuovamente all’opera giocatori che negli ultimi tempi si erano allontanati dal mondo ovale e che hanno ben presto trovato una buona condizione.