Francesco Minto abile e arruolato: il caso ora è davvero chiuso

ph. Sebastiano Pessina

L’incontro decisivo si è svolto venerdì quando attorno a un tavolo si sono sedute FIR, Benetton Treviso e Reale Assicurazione. Nelle mattinate di lunedì e martedì si sono stati sistemati gli ultimi dettagli, e ora Francesco Minto tornerà a fare contatto e quindi ad allenarsi normalmente, potrà placcare come e quanto vuole. E se Umberto Casellato lo riterrà fisicamente pronto il seconda/terza linea potrà essere convocato per far parte del gruppo che questo sabato è atteso a Llanelli per la sfida di Guinness Pro12 con gli Scarlets. La conferma arriva dal Corriere del Veneto.
Il “caso Minto” è definitivamente chiuso. Mesi terribili per il giocatore che a causa di una complicata vicenda burocratica-medica-assicurativa non solo non è potuto scendere in campo ma fino a un paio di settimane fa non poteva nemmeno allenarsi all’interno della Ghirada con i suoi compagni di strada.

Parlare e scrivere di questa vicenda è sempre stato molto complicato e difficile: i protagonisti ne hanno parlato solo in maniera indiretta o per annunci spesso perentori (“Credo che Francesco Minto non possa più giocare a rugby. Non è una questione di assicurazione, ma morale. Anche se troverà un medico che gli dà il via libera, finché sono presidente io non mi prenderò questa responsabilità”. Così parlò a metà marzo il presidente federale Alfredo Gavazzi), per i media c’erano in più gli stretti vincoli che riguardano la privacy di chiunque quando di mezzo ci sono dati medici.
Oggi registriamo con gioia che la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi possibile e cioè con il giocatore che può tornare a fare quello che più gli piace, quello che è il suo lavoro, senza alcun limite. Minto però è stato fermo per 7 mesi e nessuno potrà ridargli quel lasso di tempo, perso in maniera definitiva.

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