Finale d’eccellenza tra polemiche e franchigie. Una conferenza stampa dai tanti protagonisti

ph. Sebastiano Pessina

A Milano oggi è stata presentata la finale di Eccellenza tra Calvisano e Rovigo in programma sabato. Un appuntamento che si è tenuto nella sede della RAI e che alla presenza del presidente FIR Gavazzi “accompagnato” dai presidenti, tecnici e capitani dei due club è stato di largo respiro e non sono mancati spunti critici e polemici, a volte tra gli stessi protagonisti. Queste le loro dichiarazioni.

Alfredo Gavazzi sullo stadio di Calvisano
Mi hanno contestato il fatto dell’orario, che viene però stabilito dalla televisione e noi ci siamo adeguati. Altri hanno voluto contestare l’illuminazione ma Calvisano ha tutti i requisiti a posto, così come Rovigo e Viadana mentre Mogliano non aveva questa situazione. Non facciamo niente al caso, non è nostra abitudine. Vorrei che i media studiassero prima le regole di partecipazione e poi se c’è qualcosa che non va segnalarlo, ma la verità viene spesso mediata o ammaestrata. Calvisano ha vinto scudetti con Gavazzi presidente e ha perso scudetti con me presidente.
L’impianto che ospiterà la Finale ha i requisiti necessari per accogliere questo evento: so che se ne è parlato molto, in questi giorni, ma il compito di FIR è quello di far rispettare le regole che sono state stabilite e, per l’Eccellenza, queste regole prevedono che si giochi in casa della finalista meglio classificata in stagione regolare.

Francesco Zambelli, presidente del Rovigo
L’appoggio della RAI è importante anche se oggi il rugby dell’Eccellenza è di Serie B, mi spiace dirlo ma è così. Siamo contenti di giocare a Calvisano anche se avremmo preferito giocare a Rovigo perché c’erano molti veneti che volevano e vorrebbero assistervi ma i posti sono quelli che sono e noi in queste ore dobbiamo capire chi potrà venire a Calvisano e chi no, prendere delle decisioni che lasceranno a casa qualcuno e questo ci spiace molto. Questo è l’unico rammarico ed è una cosa che ci tormenta: non è che Rovigo ha fatto mai richiesta di ospitare la finale ma qualcuno tempo fa qualcuno ci ha fatto pervenire un input facendoci capire che la cosa poteva succedere. Da allora abbiamo aspettato senza che nessuno ci dicesse niente e solo domenica abbiamo intuito che si sarebbe giocato a Calvisano ma non perché ci è stato comunicato ma perché nessuno ha detto nulla. Il regolamento dice che si deve giocare a Calvisano e va bene ma non abbiamo mai chiesto di giocare a Rovigo.

Gianluigi Vaccari, presidente del Calvisano
Piccoli è bello. Calvisano è un paese di ottomila anime che ha oggi il più bel impianto d’Italia, quanto meno quello tenuto meglio, non abbiamo posto dulle tribune per 7mila persone ma sarebbe esagerato per noi… comunque c’è posto complessivamente per 3.500 persone, non proprio poche. Non capisco le polemiche di questi giorni, davvero.

Gavazzi sulle franchigie
Oggi mi vedo con Zatta, la situazione la conoscete anche se l’intervista di domenica non è stata riportata correttamente. Ho detto che non avremmo dato i soldi se i patti non saranno rispettati. Abbiamo sempre pensato che le franchigie devono far crescere il movimento italiano per i giocatori, tecnici e dirigenti. Servirebbero tre franchigie: le Zebre, i Dogi e i Lupi a Roma ma al momento non è possibile.
Siamo in una fase di rodaggio e spero che le cose cambino perché così non vanno bene e il caso Bernabò lo dimostra. Anche per l’allenatore della mischia: non capisco la scelta di Van Zyl per quanto riguarda le touche, non è italiano.

Gavazzi su Cavinato e Casellato
Quando mi hanno detto che volevano allenare assieme sono rimasto sorpreso, lo sapevamo benissimo che potevano esserci dei problemi relazionali. Ho detto loro di pensarci qualche settimana e mi hanno entrambi confermato la loro volontà. A quel punto ho detto loro che se erano sicuri per me andava bene ma dovevano essere certi perché io mi esponevo per loro. poi è successo quello che è successo e Casellato ha deciso di andare via. Inizialmente ero contrario a farlo andare a Treviso perché aveva rotto un patto, poi ho soprasseduto anche perché di tecnici pronte per una panchina così importante non ce ne sono molti.

Le parole dei tecnici di Rovigo e Calvisano
“Sappiamo che sarà una partita molto dura, contro una squadra perfettamente attrezzata come il Calvisano, che abbiamo fermato sul pareggio al San Michele all’andata ma che ci ha superato in casa nostra nella gara di ritorno” ha detto De Rossi. “Finora le finali non ci hanno detto bene ma speriamo che questa volta vada diversamente”.
“Per me è stata un anno importante – ha detto Guidi – il mio primo sulla panchina di una squadra di Eccellenza. Voglio congratularmi con Filippo ed Andrea, questa stagione mi ha fatto capire quanto complesso sia vivere la quotidianità di un Club, gestire un gruppo quotidianamente e lavorare in vista di una finale: loro ci riescono da tre anni di fila con due squadre diverse e questo non può essere un caso. Sono felice di giocarmi questo titolo contro due amici”.

Le parole dei capitani di Calvisano e Rovigo
Luke Mahoney, tallonatore neozelandese e capitano della Vea-FemiCZ Rovigo: “Calvisano è una squadra consistente, lo ha dimostrato con una ottima regular season. Noi approcciamo questa gara per riportare il titolo a Rovigo, dove manca da 24 anni, sapendo che non ci aspetta un compito facile. Il ricordo della finale persa in casa nel 2011 è ancora vivo, un motivo in più per provare a vincere sabato sera”.
Paul Griffen, capitano del Cammi Calvisano ed ex numero nove dell’Italia, sabato calcherà un campo da gioco per l’ultima volta in carriera, indipendentemente dal risultato: “E’ una settimana come tutte le altre, come ne ho vissute moltissime, anche se è l’ultima da giocatore. Lo spirito con cui approccio questa gara è lo stesso di sempre, mi sento ancora giovane dentro anche se, ormai, il corpo mi lancia segnali opposti. Fuori ormai sembro De Rossi (ridendo, ndr)…”.

PS: OnRugby ha dovuto eliminare un precedente articolo su questo stesso argomento perché i file audio collegati davano vita a problemi tecnici e di navigazione. Ce ne scusiamo con i lettori e utenti

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