Evelien Rosier: alla scoperta del rugby belga

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Da Ladies Rugby Club:

Grazie alla nostra amica e collaboratrice Gaia Bianchi, oggi siamo in grado di offrirvi un viaggio interessante alla scoperta del rugby belga, con una bella intervista a Evelien Rosier,giocatrice della nazionale belga di rugby 7s.

Ciao Evelien, puoi raccontarci come èstrutturato il rugby femminile in Belgio?

In Belgio le ragazze giocano uncampionato a 15, suddiviso in due divisioni in base al merito: nellaprima ci sono 8 squadre e nella seconda 9. Esiste poi una terzadivisione in cui giocano le squadre in via di sviluppo che giocano uncampionato propedeutico con squadre composte da 10 giocatrici (rugby 10s).

Cosa ci dici del rugby 7s?

Il Belgio ha una nazionale 15 euna nazionale 7s, ma di rugby 7s vengono disputati solo tornei senza un campionato vero e proprio. Sono tre i tornei principali. Esiste anche un torneo internazionale di rugby 10s,il “Flanders Open Rugby 10s”, che è il più grande torneo europeo dirugby 10s.

Avete anche il beach rugby?

Qui in Belgio anche il beach rugby è molto praticato in estate! C’è un torneo in particolare, che si svolgesempre l’ultimo fine settimana di Giugno. Quest’anno ilmontepremi per la prima classificata femminile era di 1.000 euro e selo è aggiudicato una squadra venuta dalla Francia che comprendevaalcune giocatrici della nazionale francese: bravissime, hanno davveromeritato la vittoria.

Tu sei una giocatrice della nazionale belga di rugby 7s: parlaci dell’esperienza a Mosca

Per noi è stata bellissima! Erala prima volta che il Belgio era nella top 12, scontrarci con squadreche avevamo solo visto giocare è stato emozionante. Tutti sono statigentili e ci siamo sentite accolte benissimo, abbiamo ricevutocomplimenti per il lavoro fatto e molta disponibilità a giocarenuovamente con noi da parte delle squadre con cui ci siamo scontrate.Confrontarci con giocatrici più esperte è stata una grandissimaesperienza di crescita!

E poi in Francia, a Brive?

In Francia è stato altrettantoentusiasmante, salvo uno spiacevole colpo di scena il giorno dopo,quando ormai stavamo rientrando in Belgio. La sera prima era stataorganizzata una grande cena per festeggiare la fine dei tornei ementre cenavamo un rappresentante della federazione è venuto da noiper consegnarci la certificazione del nostro piazzamento all’11°posto. Un documento particolarmente importante, poiché implicavaanche che il Belgio sarebbe rimasto nel gruppo delle top 12.

Spieghiamo bene: le squadre delcampionato europeo femminile a 7 sono ripartite in due divisioni, A eB. Nella divisione A si sono affrontate a Bergen, in Norvegia, lesquadre dalla posizione 13 alla 24 del ranking europeo (Norvegia,Scozia, Ucraina,Croazia,Svizzera, Finlandia, Danimarca, RepubblicaCeca,Moldavia,Polonia, Romaia e Georgia). Mentre le prime 12 (Russia,Inghilterra, Francia, Spagna, Italia, Irlanda, Olanda, Portogallo,Galles, Germania, Belgio e Svezia) si sono affrontate prima a Mosca epoi in un ulteriore torneo, il Women’s Grand Prix Series a Brive,in Francia. Da regolamento FIRA AER, la squadra classificata 12° inbase ai risultati di Mosca e Brive, sarebbe stata retrocessa nelladivisione A. Il Belgio sì è qualificato 11° e quindi eravatefelici di rimanere nella top 12, giusto?

Esatto, ma al ritorno da Brive,mentre eravamo in pullman dirette in Belgio, è squillato il telefonodei nostri dirigenti: le autorità FIRA-AER stavano diffondendo uncomunicato in cui si diceva che il regolamento inviato alle squadreeuropee prima dei tornei era sbagliato e che non una ma due squadresarebbero state rispettivamente promosse e retrocesse… Quindi ildocumento della sera prima, che attestava il nostro piazzamento e lapermanenza in divisione B, di punto in bianco non contava nulla. IlBelgio ha fatto ricorso, ma siamo molto amareggiate, soprattuttoperché il fair play è un fondamento del rugby e, comunque vada afinire, in questa circostanza è stato calpestato.

Quattro anni fa hai fatto l’Erasmus in Italia, cosa ci puoi dire del rugby femminileitaliano?

Sì, ho giocato con il Pavia, chestava ricreando la femminile e non disputava ancora la Coppa Italia.A Mosca ho anche rivisto Novella (Russo, passata dal Pavia al Monza1949 e convocata a Mosca con il 7 italiano, NdR). So che ora il Paviadisputa la Coppa Italia e quindi senza dubbio il panorama femminiledel rugby italiano è cresciuto molto!

Cosa pensi che potrebbeulteriormente aiutare il rugby femminile italiano?
Non posso dire molto, perché colPavia ho disputato solo alcune amichevoli, ma probabilmente sarebbe più utile giocare il 7s a tutto campo, perché l’allenamento che serve per giocare il campionato a 15 è molto difficile da raggiungere allenandosi e giocando in metà spazio e anche la tecnica di gioco ne risente.

Differenze di allenamento e di gioco che hai notato tra Italia e Belgio?

I placcaggi: molta partedell’allenamento in Italia era centrata sul contatto. In Belgio ilfocus è il gioco aperto e il passaggio, la mia impressione è stataquesta. Di sicuro dopo gli allenamenti a Pavia ero stanca e questoper me significa che erano buoni allenamenti! Un saluto a tutte lerugbyste italiane!

Evelien Rosier

Grazie ad Evelien per averci raccontato un po’ del rugby belga e della sua esperienza con la nazionale e grazie a Gaia per averci permesso di conoscere questa grande giocatrice ed aver preparato questa bella intervista, speriamo di avere il piacere di collaborare ancora con entrambe e di incontrarvi quanto prima in giro per i campi!