Eleggibilità: l’Irb chiarisce e fissa le regole (che lasciano perplessi)

steffon armitage

Si potrebbe spegnere subito il sogno di Steffon Armitage di vestire la maglia della Francia e, con lui, quella di tanti campioni internazionali che puntavano alle nuove regole Irb per cambiare nazionale in vista della Rugby World Cup 2015, trasformando il rugby in un suq.

L’International Board, infatti, ieri ha fatto chiarezza sulle nuove regole sull’eleggibilità, che permettono, a chi ha già vestito in passato la maglia di una nazionale, di cambiare nazione in caso abbia i requisiti d’eleggibilità. Come già chiaro a una prima lettura, dunque, potrà cambiare nazionale chi parteciperà ai tornei di qualificazione olimpica del rugby 7s.

Ma, e qui probabilmente si chiudono le porte per giocatori come Armitage e tanti altri, per giocare anche nel rugby a XV (e quindi alla Rugby World Cup) i giocatori interessati a cambiare nazionale dovranno partecipare ad almeno quattro tappe delle Irb Sevens World Series (che valgono come qualificazione olimpica, ndr.) o al 50% delle tappe del torneo della Rugby Europe (la qualificazione olimpica continentale). A quel punto saranno eleggibili anche per il rugby a XV e, dunque, potranno venir convocati in vista della Rugby World Cup 2015.

Il problema, soprattutto per chi – come Armitage – gioca nel Top 14 è capire se i club (Tolone sopra tutti) permetteranno ai loro giocatori di fermarsi per almeno quattro weekend per partecipare alle Irb Sevens World Series (il 90% dei rugbisti che hanno manifestato interesse a questa nuova regola giocherebbero in nazionali d’elite del 7s, ndr.).

Non è, invece, obbligatorio poi disputare le Olimpiadi di Rio 2016 per questi giocatori. Quindi, anche se la loro nuova nazionale di rugby 7s non si qualificasse o se, dopo le quattro tappe delle World Series, decidessero di dire addio al rugby a sette sarebbero comunque eleggibili. La partecipazione alle Olimpiadi – che comunque si disputano dopo la Rugby World Cup e, dunque, al massimo possono interessare in ottica Giappone 2019 – sarà infine l’ultimo criterio per ottenere l’eleggibilità.

Infine, un giocatore che decide di cambiare nazionale e partecipa ai tornei di qualificazione olimpica, ma non raggiungesse il numero minimo di tornei, non potrebbe comunque tornare indietro e vestire la maglia della sua attuale nazione.

Insomma, chiarezza è stata fatta, ma il documento dell’Irb lascia più di un dubbio e perplessità. In primo luogo, è evidente che nel rugby 7s sono privilegiati alcuni ruoli (terza linee e trequarti), che così sono avvantaggiati nella possibilità di cambiare casacca e partecipare alla RWC 2015. In secondo luogo, la regola discrimina i giocatori che potrebbero chiedere la nazionalità scozzese e gallese, visto che Scozia e Galles partecipano alle Irb Sevens World Series, ma è l’Inghilterra a rappresentare la Gran Bretagna nelle qualificazioni olimpiche. E, dunque, le regole 8 e 9 dell’Irb non si applicano per loro.

Rugby | Olimpiadi 2016 | Regole eleggibilità é stato pubblicato su rugby1823 alle 08:00 di 19 settembre 2014.