Eccellenza 2014/2015 al via, questa la griglia di partenza

ph. Pino Fama

Viadana-Lazio, L’Aquila-Calvisano, Fiamme Oro-Cavalieri sono in programma sabato pomeriggio, 24 ore più tardi sarà la volta del Veneto Derby Day, con il Battaglini di Rovigo che farà da palcoscenico alle due sfide tra Mogliano e San Donà e tra i rossoblu e il Petrarca Padova. L’edizione numero 85 del massimo campionato italiano inizia questo fine settimana con questo programma.
Occhi puntati, ovviamente, sulla doppia sfida veneta della domenica ma anche Viadana-Lazio ha le carte in regola per offrire un buon spettacolo, le altre due sfide sembrano invece avere un destino già segnato, almeno sulla carta.

Il Calvisano campione d’Italia e il Rovigo battuto nella caldissima finale di fine maggio proprio dai bresciani sono le squadre da battere. I rossoblu sembrano essersi rinforzati al meglio nel mercato estivo inserendo poche pedine giuste ma c’è da vedere se ed eventualmente quanto l’improvviso addio di Andrea De Rossi (nuovo team manager delle Zebre) potrà avere un impatto sul gruppo. Calvisano ha visto partire diversi suoi giocatori molto importanti, soprattutto verso la franchigia federale della quale sembra essere diventato una sorta di anticamera, ma gli arrivi non sono mancati e il gruppo agli ordini di coach Guidi è di prim’ordine.
Mogliano e Petrarca Padova sono le più dirette inseguitrici, con il Mogliano che ha condotto la campagna acquisti più larga e profonda di tutta l’Eccellenza: tanti i giovani ma anche gli uomini di qualità che Kino Properzi guiderà dalla panchina. Padova la scorsa primavera è rimasta fuori dai play-off per un solo punto e forse a livello di rosa ha forse qualcosa meno dei “cugini” biancoblu ma la base su cui lavorare c’è e l’esperienza accumulata dal coach Andrea Moretti sarà fondamentale.
Uno scalino sotto ma con il rango di sorprese più o meno annunciate ci sono le due squadre romane: Fiamme Oro e Lazio partono da una base solida e da un’ottima campagna di rafforzamento, hanno tutte le carte in regola per fare benissimo e il sogno nemmeno tanto irrealizzabile è quello di chiudere la stagione regolare tra i primi quattro posti.

Viadana e San Donà sono le due incognite. I gialloneri la scorsa primavera hanno conquistato i play-off nelle stesse settimane in cui rischiavano anche di sparire dalla geografia ovale più importante. La società è riuscita a rimanere in piedi ma gli orizzonti – almeno sulla carta – si sono ristretti e il primo pensiero in questa stagione che inevitabilmente sarà di transizione si chiama salvezza, poi tutto quello che verrà è guadagnato. Discorso simile, tranne la parte relativa alle difficoltà societarie può essere applicato anche al San Donà.
E poi ci sono L’Aquila e i Cavalieri Prato, la squadra a fine anno dovrà fare i bagagli per andare in Serie A dovrebbe essere una di queste due formazioni che si sono iscritte al campionato sul filo di lana poco prima che scadessero i termini. Poi vedremo cosa dirà il campo.
L’Aquila ha dovuto affrontare l’improvvisa partenza a metà agosto di quello che era il suo head coach (Nanni Raineri), trasferitosi alle Fiamme Oro per allenare i trequarti, ha messo assieme una squadra giovane ma che potrà contare su tutti i suoi effettivi. Cosa che invece non si può dire sui Cavalieri Prato: quanti giocatori ha in rosa a oggi il club toscano? Poco più di una ventina, sembrerebbe, quasi tutti giovanisimi e senza grande esperienza. Di oggi la notizia dell’ingaggio di tre stranieri ( i sudafricani Ryan Smid, terza linea, e il centro Willem Heymans. Con loro il tallonatore francese Sylvain Pages), ma sempre di oggi la notizia riportata da Rugbymercato secondo la quale Sebastien Bruno avrebbe rinunciato alla sua collaborazione con il club toscano proprio per le difficoltà societarie.
A guidare il gruppo c’è un Denis Dallan di ritorno e – da dicembre – Aaron Persico, ma come ricordava ieri Rugby 1823, stiamo parlando di una squadra che non ha giocato nemmeno un’amichevole di preparazione.

Se queste fosche premesse dovessero essere confermate l’augurio non può essere che quello che il club toscano arrivi a terminare la stagione, quasi fosse il vero obiettivo del club: non ce ne vogliano gli appassionati ovali ma continuiamo a non comprendere l’ammissione in quello che è il massimo torneo nazionale di una squadra con tali difficoltà economiche e societarie. I criteri minimi per l’iscrizione evidentemente c’erano, probabilmente quelli per poter affrontare una intera stagione no. Ma speriamo di essere smentiti, un ritiro anzitempo sarebbe un vero fallimento per tutto il movimento.

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