Crisi Galles: ora si ribellano anche i club più piccoli

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Dopo lo scontro tra Wru e regions, ora nasce il problema della riforma dei campionati minori.

Nuovi guai in vista per la Federazione gallese, che dopo il muro contro muro con le regions celtiche si trova ad affrontare l’ammutinamento dei club delle serie minori, assolutamente contrari alla riforma dei campionati proposta dalla Wru. Ma di cosa si tratta?

La Federazione – con l’idea (immaginiamo) di ridurre i costi per i club – ha deciso di cancellare le divisions dalla quarta alla settima e creare 13 gironi territoriali. Dove, appunto, confluiranno tutti i club precedentemente divisi nei quattro campionati di merito. E il rischio di un torneo falsato, a troppe velocità e con seri pericoli per l’incolumità dei giocatori ha portato i club a ribellarsi.

La divisione territoriale, come è facile immaginare, significa che nello stesso campionato finiranno club oggi in quarta divisione e quelli in settima, con uno scarto nelle capacità rugbistiche che probabilmente si può quantificare tra un giocatore scarso di Serie A italiana e uno di Serie C. Con le disparità sportive che ne conseguono e, soprattutto, con i rischi infortuni in netta crescita.

“La Wru sta construendo qualcosa che non funzionerà. E, peggio, lo sta facendo senza aver consultato i club. I sentimenti tra i club sono di rabbia e disperazione. Questi club sono l’ossatura del rugby gallese, senza di noi non c’è rugby in Galles. Non siamo contro le riforme, ma vogliamo venir informati. Cambiare la struttura dei campionati è una cosa grossa e avrà grandi conseguenze. Chi ha avuto questa idea, e perché?”.

Questo l’attacco del presidente degli Old Illtydians di Cardiff, appoggiato anche dall’ormai onnipresente David Moffett, cioè colui che punta alla presidenza della Wru. Un altro fronte di battaglia è aperto, la Wru resisterà?

Crisi Galles: ora si ribellano anche i club più piccoli é stato pubblicato su rugby1823.it alle 10:30 di lunedì 05 maggio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.