Celtic League: Treviso o Rovigo?

Dalle pagine del Gazzettino, questa mattina, il giornalista Ivan Malfatto ricorda l’incontro odierno tra il presidente Fir, Alfredo Gavazzi, e le massime cariche di Treviso e Rovigo. “Oggi è previsto l’incontro con Amerino Zatta, presidente del Benetton Treviso – si legge nell’articolo -. Squadra candidata a partecipare al Pro 12 del prossimo quadriennio dopo la mancata discesa in pista dei nuovi Dogi. Nelle ultime ore però ha prende sempre più corpo la candidatura della Vea FemiCz Rovigo da sola in Celtic, e del ritorno del Benetton in Eccellenza. Secondo indiscrezioni Gavazzi non avrebbe nessuna intenzione di dare i quattro milioni di contributo federali a Treviso, preferendo dirottarli a Rovigo perché più controllabile e in linea politicamente dopo la delusione per il no ai Dogi. Negli ambienti romani a margine del match di Sei Nazioni con l’Inghilterra tanti davano per favorita la candidatura rodigina. Soprattutto dopo gli incontri degli esponenti rossoblu con i federali Carlo Checchinato e Franco Ascione. Il Veneto quindi dovrebbe continuare ad avere l’altra squadra di Celtic oltre alle Zebre. In capo a un club (Treviso o Rovigo) e non come franchigia territoriale. L’incontro odierno a Calvisano darà una prima risposta. Per lo sviluppo dell’alto livello la Fir va verso un modello a “tre franchigie”, misto Argentina-Celtic. La prima sarà composta dai giocatori all’estero. Una ventina di atleti Benetton avrebbero già trovato collocazione in squadre straniere. Quasi tutti i big azzurri, come i Pumas, giocheranno quindi in Francia e Inghilterra. Per l’Italia con benefici economici (via ì contrari più onerosi), di crescita (partecipano a tornei più performanti), ma con problemi di usura e disponibilità dei nuovi club. Le altre due franchigie, soprattutto se andrà in porto l’opzione Rovigo, svezzeranno i giovani più promettenti (e meno costosi) sotto la ferrea direttiva tecnica della Fir. Quindi di Brunel”.