Caos Europa: Terza coppa, tra ultimatum e proposte alternative

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Cosa resterà della terza coppa europea per club di rugby? L’interrogativo – a meno di un mese dal suo presunto avvio – è ancora senza risposta, con i vari organi continentali a rimbalzarsi responsabilità e costi, a dimostrazione che l’intera costruzione del castello è stato fatto in modo approssimativo e nel disinteresse di chi conta. Cioè francesi e inglesi.

La terza coppa, infatti, prevederebbe la partecipazione di due club italiani, cui si aggiungono club di nazioni di seconda e terza fascia, dalla Romania alla Russia, passando per Georgia, Spagna, Portogallo e Germania. Una coppa di cui, a oggi, nessuno sa nulla. Settimana scorsa la Fir aveva alzato la voce, chiedendo lumi e, soprattutto, pretendendo che si facesse ciò che si era deciso di fare.

Ma a che punto siamo? Sul Gazzettino fa il punto Alfredo Gavazzi. “Di quella comunicazione non è stato informato nessuno. Né l’Eprc, né il direttivo di Rugby Europe, dove per l’Italia siede Tullio Rosolen” ha detto il numero 1 Fir, parlando del comunicato apparso sul sito della Rugby Europe che, di fatto, cancellava (almeno per quest’anno) la nuova Coppa. E, dunque? “Quando ho incontrato Morariu (il presidente della Rugby Europe, ndr.) a giugno ha detto che la Coppa 3 si sarebbe fatta. Se non avverrà, l’Eprc ha detto che se ne dovrà assumere tutta la responsabilità” continua Gavazzi.

Il nodo da sciogliere sarebbero i 500mila euro che servono per organizzare la coppa, soldi che inizialmente l’Eprc non aveva intenzione di pagare (nonostante siano pochi su un budget milionario), ma che ora sarebbero pronti a sborsare. Se, va detto, l’Italia accetterà di tagliarsi gli introiti derivanti dalla Coppa. Italia che, però, con Gavazzi si propone addirittura come organizzatrice: “Se Rugby Europe non è in grado di organizzare da sola la terza coppa europea, la Federazione italiana è pronta ad affiancarla, o a sostituirla” conclude il presidente federale.

Insomma, il caos europeo è ancora totale. Tra comunicati non comunicati, ultimatum fuori tempo massimo, soldi che ballano (senza contributi europei cosa succederà alle quattro semifinaliste d’Eccellenza?) e – ultima ma non ultima – la protesta italiana sull’utilizzo di franchigie da parte di rumeni e georgiani negli spareggi con Calvisano e Rovigo per gli ultimi due posti in Challenge Cup. Spareggi che si faranno, ma – appunto – non si capisce ancora contro chi giocheranno i due club italiani. A giorni le risposte. Forse.

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Rugby | Coppe europee | La Fir vuole organizzarle é stato pubblicato su rugby1823 alle 09:45 di 15 settembre 2014.