Benetton Treviso, la FIR e il torneo celtico. E una firma che ancora non c’è

ph. Alessandra Florida

Lo scorso 6 aprile (una domenica sera) OnRugby contattava il presidente della FIR Alfredo Gavazzi e chiedeva lumi sulla situazione tra la federazione e il Benetton Treviso circa la partecipazione della squadra veneta al prossimo quadriennio celtico. La risposta del numero uno del rugby italiano fu perentoria: “Abbiamo inviato la documentazione con le carte: aspettiamo le firme tra lunedì e martedì”.
Qualche ora dopo facevamo squillare il telefonino del presidente biancoverde Amerino Zatta, che confermava l’arrivo della documentazione e della presenza di alcuni punti da chiarire ma era anche sicuro che quelle difficoltà sarebbero state affrontate e superate nel giro di qualche ora perché si era nell’imminenza di un importante incontro con i club dell’Eccellenza circa le regole sui permit players e si voleva arrivare a quel meeting con tutte le carte a posto.
Il vertice si è regolarmente svolto, i giorni sono passati, le settimane anche e ora – a distanza di quasi un mese – nessuna firma è stata apposta su qualsivoglia protocollo d’accordo tra FIR e club. Non ne conosciamo i motivi, ma è evidente che qualche problema c’è e non è stato risolto. Le parti in causa giustamente non parlano, però la preoccupazione resta: siamo ormai a maggio e sul futuro celtico italiano ci sono ancora nuvoloni che non promettono nulla di buono. Non sappiamo quali siano i punti di frizione, le proposte, le distanze, le strategie delle due parti. La speranza è quella di essere smentiti al più presto e di avere al più presto tra le mani un comunicato congiunto in cui si annuncia che tutto è risolto, ma finora non è andata così.

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