Alla festa dei lupi dell’Avellino, sono ancora gli svizzeri del Würenlos a prevalere

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Festa doveva essere e festa è stata, una ricca e intensa giornata di rugby, vissuta tutta di un fiato ha condito le celebrazioni delle prime dodici candeline spente sabato 28 giugno dall’Avellino Rugby. L’evento ha visto la partecipazione di piccoli, grandi e old che durante l’arco della giornata hanno calcato il tappeto verde del parco Manganelli sito a Largo Santo Spirito, con una palla ovale tra le mani, rendendosi protagonisti di quella che nella nostra città, in maniera graduale sta diventando una piccola realtà sportiva. Poco importa se il triangolare annunciato è diventato per la categoria Seniores una sola partita secca con i gemellati svizzeri del Rugby Club Würenlos, causa la defezione in extremis del Rugby Afragola, poco importa se a vincere il match sia stato ancora una volta il club elvetico, con un rotondo 0-60 – dieci mete di cui quattro trasformate – mostrando anche questa volta un buon rugby, fatto di una discreta organizzazione di gioco e una buona forma fisica. Importa invece che la kermesse, organizzata dal sodalizio caro al Presidente Roca, sia riuscito a preparare, non senza difficoltà, una ricca e gustosa giornata all’insegna della disciplina ovale, che da dodici anni sta provando con sacrificio e passione abnorme, a professare. Contrariamente a due anni orsono (in occasione della festa per il decennale del club) anche le istituzioni politiche non sono volute mancare all’appuntamento, il primo cittadino Paolo Foti, sostenuto dal vice sindaco Stefano La Verde hanno saggiamente presenziato, complimentandosi per come i rugbisti nostrani stanno gestendo la struttura, ricorderete affidata per otto anni, e che da Palazzo di Città aiuti decisi e costanti, così come dimostrato sinora non tarderanno ad arrivare, anche il Presidente del Coni Provinciale, il Prof. Giuseppe Saviano, come al solito non è voluto mancare. Così come due anni fa, anche l’Aipa (Associazione Italiana Pianeta Autismo) che in qualche modo collabora con i ragazzi della palla ovale avellinese è stata invitata, rappresentato dal Presidente Elena Spagnuolo ed i suoi fidi collaboratori, anche l’Unicef, impreziosita dalla rappresentanza del Presidente del Comitato Provinciale Amalia Benevento quest’anno è stato presente, così come alla sfilata inaugurale degli Sportdays, dove oltre a simpatici gadget per i più piccini ha consegnato la mascotte dell’associazione al Presidente dei lupi:Antonio Roca e al Presidente del Rugby Salerno: Maurizio Cascone.
Ore 11:30, in campo le juniores
La giornata di festa, non senza qualche disguido tecnico, è iniziata come da programma alle 11:30, dove sono scese in campo le Under 10/12 dell’Avellino Rugby, del Salerno Rugby e del Rugby Afragola, gare avvincenti dove la squadra più esperta – quella napoletana – ha prevalso sulle altre due in continua crescita, nelle file dei lupacchiotti si son distinti il mastino Ambrosone autore anche di due segnature, e il massiccio Di Grezia anche lui autore di una meta, ma anche il tenace Di Meo, il disinvolto Cosenza, i puntuali fratelli Solimine, ed i nuovi innesti Tino e Romano hanno dato il loro apporto. Al termine delle sfide, giocate sotto un caldo asfissiante, il meritato terzo tempo, preparato con solerzia ed abbondanza dai numerosi, genitori, parenti ed amici che lungamente hanno applaudito i piccoli protagonisti in campo.
Ore 16:30 Avellino-Würenlos
Appurata la defezione del Rugby Afragola, a questo punto il triangolare è stato chiaramente annullato, quindi non è restato altro da fare che disputare la terza partita, da quando è nata questa sana e robusta amicizia, tra l’Avellino Rugby ed il Rugby Club Würenlos. Dopo il 7-43 di due anni orsono, il 21-7 dello scorso anno, questa volta la vittoria dei rossocrociati è stata molto più netta delle precedenti, 0-60 è il verdetto che ha sancito il campo, dieci mete di cui quattro trasformate, per la prima volta gli irpini non sono riusciti ad andare a punti. Vittoria meritata, sin dalle prime battute, gli avvoltoi svizzeri hanno mostrato tutta la loro forza, passeggiando sui resti dell’Avellino, arrivato, così come nel finale di campionato e le tappe del Trofeo Seven con gli uomini contati, diciotto le unità biancoverdi, con qualche volto nuovo o semi, che hanno schierato: i due battipagliesi che militano nel Rugby Benevento presenti anche due anni fa, vale a dire il tallonatore Vistocco ed il flanker Maniglia, il pratese di origini inglese Oliver Petrillo, anche lui militante nell’Under 18 del Benevento, i baby Amodeo, in prestito alle Streghe Benevento e all’Accademia Zonale e l’ex Wolves in procinto di cambiare casacca Valentino. Per il resto mister Caliano, prestato Govetosa agli svizzeri, ha potuto contare solo su tredici elementi che han partecipato al campionato, facendo di necessità e virtù li ha così schierati, piloni: Petruzziello e Spiniello con Vistocco tallonatore, seconde linee Sellitto e Amodeo, i due flanker Maniglia e Vietri con Balsamo in mezzo, a comandare la mischia la pulce Gaita, all’apertura Iannaccone, Ruggiero e l’altro Gaita i due centri, Petrillo e Raosa le due ali, estremo capitan Pericolo, nella ripresa spazio a Console, l’autraliano Russo e Valentino. Svizzeri più determinati e concentrati si dalle prime battute che archiviano la pratica dopo diciotto minuti, segnando subito tre mete, con l’apertura Kerker, il flanker Pozdorsky e l’ex di turno Olivieri, trasformate tutte dal preciso destro di Kerker, la reazione dei lupi non è tardata ad arrivare, per una decina di minuti costringono il team guidato dal sudafricano Clive Colbert, a rintanarsi nei propri ventidue, ma le sortite dei biancoverdi non producono nessun effetto, grazie anche alla spietate chiusure degli avversari, la pulce Gaita detta i suggerimenti ai compagni, prima Iannaccone, poi Vietri, Sellitto, Raosa e Spiniello provano senza successo a sfondare le linee nemiche, sicchè gi ospiti si distendono e nelle ripartenze trovano altre due mete ancora con il flanker Pozdorsky e con il pilone Weisshauft, questa volta Kerker pecca d’imprecisione e non trasforma i due calci a seguire. 0-33 il parziale che manda le due squadre a rinfrescarsi le idee e non solo. Caliano opta per due cambi, l’affaticato Balsamo al ritorno in campo dopo cinque mesi, sembra aver risolto i problemi alla schiena e alla caviglia, lascia il posto a Console, rientrerà al 20′ per sostituire l’infortunato Spiniello, mentre Russo rileva Amodeo, nel finale Valentino prenderà il posto di Petrillo all’ala. Il copione non muta, sono sempre gli elvetici a condurre le danze, la solidità della mischia e l’estrosità dei 3/4 contribuisce non poco a favorire gli attacchi, la prontezza e la decisione nel fermare gli avversari invece facilita il compito della difesa tutto questo scoraggia non poco gli avellinesi. Ancora due mete ad inizio della seconda frazione, l’ala Hernandez sfrutta la sua velocità raccogliendo un suggerimente del solito Kerker, egli stesso, poco dopo, con i soliti cambi di direzione si prende gioco della retroguardia di casa, solo uno dei due calci andrà a bersaglio. 0-45! A questo punto, i padroni di casa hanno un’altra impennata d’orgoglio, trovando la forza e le energie per sferrare nuovi attacchi, anche questa volta il muro eretto dai rossoblu tiene decisamente, il generoso Pericolo, Petruzziello, Vg. Gaita e Petrillo, ci provano senza trovare però il guizzo vincente. Passata la sfuriata, ospiti ancora a segno con Kerker che porta a tre le marcature personali, alla fine della gara sarà eletto da Pericolo&company miglior giocatore in campo, mentre gli svizzeri hanno scelto la pulce Vincenzo Gaita. Un fortuito scontro di gioco, per un attimo tiene con il fiato sospeso i numerosi presenti, l’ala Sven Glauser esce sanguinante da una ruck, l’arcata sopraccigliare cede e fa temere inizialmente il peggio, la prontezza dei soccorritori, il dottor Console e l’infermiere Weisshauft riescono a tamponare la ferita, fasciando la testa con un vistoso turbante, il coraggio dell’ala mancina approvato dal grintoso e deciso mister Colbert, tra gli applausi del pubblico permettono così di continuare la gara, il valoroso gesto viene premiato al 37′ quando propio Glauser si trova tra le mani l’ovale che va a schiacciarlo per la decima meta, la nona, in precedenza era stata siglata ancora da Olivieri, ancora errata la mira di Kerker, che chiude la contesa, diretta con decisione dal sign. Stolfi della sez. di Battipaglia, 0-60 in favore degli avvoltoi svizzeri, che alzano per la terza volta la coppa, che terrano gelosamente custodita anche per quest’anno, in attesa del prossimo incontro che quasi sicuramente si terrà la prossima estate in Argovia.
Le formazioni
Avellino Rugby: 15 Pericolo 14 Raosa 13 Vg. Gaita 12 Ruggiero 11 Petrillo (35′ s.t. Valentino) 10 Iannaccone 9 Vc. Gaita 8 Balsamo(1′ s.t. Console)7 Vietri 6 Maniglia 5 Amodeo (1′s.t. Russo) 4 Sellitto 3 Spiniello (25′ st. Balsamo) 2 Vistocco 1 Petruzziello. All. Caliano
Rugby Club Würenlos : 15 Govetosa 14 M. Hernandez 13 B. De Lussy 12 A.Olivieri 11 S. Glauser 10 M. Kerker 9 B. Jensen 8 R. Suter 7 I. Pozdorsky 6 W. Van Der Merwe 5 M. Weibel 4 S. Vilinger 3 M. Weisshauft 2 O. Groninger 1 A. Brice- All. Clive Colbert
Mete: 5′ Kerker(tr. Kerker) 10′ Pozdorsky (tr.Kerker) 18′ Olivieri (tr.Kerker) 26′ Pozdorsky (n.t. Kerker) 39′ Weisshauft (tr. Kerker) s.t. 6′ Hernandez (tr. Kerker) 10′Kerker (n.t. Kerker) 30′Kerker (n.t. Kerker) 33′ Olivieri (n.t. Kerker) 37′Glauser (n.t. Kerker).
Ore 19:00 tocca agli old
Ingioiato il boccone amaro ai padroni di casa non resta che l’ultima prova da eseguire per chiudere in bellezza la giornata, con la sfida tra gli Old, sono i verdi dell’Avellino Rugby, capitanati dal Presidente Roca, dal vice Bruno, da mister Caliano, Mernone, Console e Pericolo aiutati da tanti ex delle prime formazioni del club, quali: Luigi Sbozza, Pino Napoli, Giuseppe Bacchetta, Giovanni Landi, che hanno sfidato il Rugby Bull, formazione di old nata tra il battipagliese e l’ebolitano che vede protagonisti molti ex giocatori della zona, dove anche una frangia del capoluogo salernitano con le vicine Baronissi e Mercato San Severino partecipa con un ritrovato entusiasmo. Per la cronaca i locali sono riusciti a spuntarla di misura, dopo due tempi di venti minuti ciascuno, meritandosi così una doccia calda e come da tradizione una birra gelata, dopodichè i festeggiamenti sono proseguiti fino a tarda serata.