Affari italiani: Treviso, il futuro e quei punti di domanda

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Non è ancora stato firmato l’accordo tra Benetton e Fir per la partecipazione veneta nella prossima Pro 12.

Siamo quasi a maggio, ma il futuro celtico è ancora avvolto in una nebbia più invernale che primaverile. Soprattutto quello della Benetton Treviso, con i veneti che non hanno ancora firmato il protocollo d’intesa con la Federazione per la partecipazione in Pro 12 nei prossimi quattro anni.

Ottimismo si legge stamani sulle pagine del Gazzettino, dove si dà per quasi certa la firma in settimana. Più dubbi, invece, su Onrugby.it, dove si sottolinea invece l’assenza della firma a un mese dal (presunto?) accordo raggiunto tra le parti. Di sicuro i dubbi sono leciti, così come l’ottimismo che una soluzione venga trovata a breve.

Quel che è certo, però, è che per l’ennesimo anno di partecipazione celtica – per un motivo o per un altro – l’Italia arriva in colpevole ritardo a programmare il futuro. Siamo ormai a maggio, gran parte del mercato (quello che conta, quello dei top player) è chiuso e, come detto, ancora tutto è avvolto nella nebbia.

Almeno in superficie, perché di sicuro ci si è mossi in queste settimane e, come scrive il Gazzettino, appena arriverà la firma arriveranno anche i nomi del nuovo organigramma societario, dell’head coach e degli acquisti. Resta, però, il ritardo e la vera domanda riguardo al futuro celtico non è quella se la firma arriverà o meno, chi sostituirà Munari, chi allenerà la squadra (Casellato) o chi saranno i giocatori. La vera domanda è: il nuovo protocollo d’intesa sarà definitivo, risolverà i dubbi e i problemi emersi nel primo quadriennio celtico e permetterà di programmare a medio termine (4 anni), o – anche questa volta – si navigherà a vista?

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