Affari italiani: Gavazzi, conflitto d’interessi e i quaquaraquà

gavazzi due pesi

Da mesi si parla del presunto conflitto d’interessi del presidente federale, ma tutti parlano e basta.

L’affaire Alfredo Gavazzi è esploso mesi fa. Quando degli ‘anonimi’ resero pubblici i documenti che dimostravano come il numero 1 della Fir fosse proprietario (direttamente e indirettamente) del 41% del Calvisano. Documenti che, secondo i regolamenti Fir, non implicano la decadenza del presidente federale, ma che potrebbero comunque implicare un conflitto economico di Alfredo Gavazzi.

Da allora, con cadenza regolare, il tema del conflitto d’interessi di Alfredo Gavazzi torna in auge. Così come, qui con dati di fatto ben più concreti o – quantomeno – motivati, diversi dirigenti, club o addetti ai lavori mettono in dubbio le azioni della Federazione e, in particolare, del presidente Gavazzi. Insomma, a parole c’è un fronte d’opposizione alla presidenza federale che cresce e fa la voce grossa. A parole.

Già, perché come scrive oggi il Gazzettino è da un paio di mesi che sarebbe pronto un ricorso che aprirebbe formalmente la pratica ‘conflitto d’interessi’ a livello federale e del Coni. Un ricorso, come evidenzia anche Ivan Malfatto sul Gazzettino, che sposterebbe il dibattito dal mero chiacchiericcio (a rischio querela, ndr.) a strumento legale, che – con i tempi burocratici italiani – porterebbe comunque a una risposta definitiva. Insomma, direbbe se c’è o meno un conflitto d’interessi reale.

Eppure, da settimane chi a parole attacca Alfredo Gavazzi e i rapporti tra lo stesso, la Fir e Calvisano, nei fatti non si muove. Resta fermo. Nessuno ha il coraggio e la voglia di mettere la propria firma sotto il ricorso, che ammuffisce nei cassetti. Noi non siamo mai stati teneri nei confronti di Alfredo Gavazzi, non è un segreto, e la sua politica federale non ci piace – conflitto o non conflitto. Ma se nessuno ha la volontà politica di muoversi, se l’opposizione resta ferma alle parole, al lanciare il sasso e nascondere la mano, allora chi quotidianamente si lamenta di come il movimento stia andando alla deriva non ha diritto di parola. Alfredo Gavazzi, fino a prova contraria, ha il diritto di guidare la Fir. Il resto è polemica da quaquaraquà. Che, ahimè, in Italia è l’abitudine.

Come detto, per chi cura questo blog, un’opposizione all’attuale Fir non è solo legittima, ma è necessaria. Ma un’opposizione seria, che abbia il coraggio di metterci la faccia, di lavorare per cambiare il movimento. Ma c’è chi, in Italia, ha veramente voglia di cambiare le cose?

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Affari italiani: Gavazzi, conflitto d’interessi e i quaquaraquà é stato pubblicato su rugby1823.it alle 11:00 di lunedì 21 luglio 2014.